Edilizia, persi 2700 posti «Sbloccate i cantieri»

8 Agosto 2015

L’allarme della Cassa edile: «Servono procedure più snelle per far partire gli appalti della ricostruzione post terremoto e delle scuole»

TERAMO. La ripresa tanto sbandierata non si vede e i cantieri non ripartono. «E se i cantieri restano fermi», dice il vice presidente della Cassa edile teramana Silvio Amicucci, «francamente delle parole non sappiamo che farcene». La “notte fonda” che avvolge il settore edilizio teramano porta in dote ancora numeri con il segno meno: nel 2014 i lavoratori edili che hanno avuto almeno un mese di versamenti sono stati tremila con un decremento, rispetto al 2008, del 47,97%. Il che significa, dati alla mano, che in sette anni ne sono stati persi più della metà.

L’occupazione nel 2014, rispetto all’anno precedente, è scesa del 9%, mentre la massa salari è diminuita del 5% e le imprese attive si sono ridotte ancora di 109 nomi. Eppure, sostengono i vertici della Cassa edile teramana, basterebbe far partire i cantieri del post sisma, quelli per le scuole e del post alluvione per creare 1400 posti di lavoro all’anno . «Il paradosso», dice Ezio Iervelli, presidente della Cassa edile, «è che vi sono ingenti risorse pubbliche disponibili per interventi sul dissesto idrogeologico, sulle scuole, sulla depurazione e ricostruzione post-sisma che debbono essere rapidamente impegnate nell’apertura di nuovi cantieri. Il decreto del Fare e Par Fas 2007-2013 hanno stanziato 25 milioni di euro per le scuole della provincia teramana per oltre 30 interventi, alcuni già in corso, che dovranno essere affidati entro il 31 ottobre. Sempre per le scuole sono già disponibili 18 milioni di euro per 29 interventi previsti dalle disposizioni sulla ricostruzione post sisma. In molti casi il ritardo riguarda proprio la progettazione. Spesso gli enti locali non riescono a fare la progettazione».

E per questo la Cassa edile lancia anche la proposta di una task-force dei tecnici per mettere velocemente a punto tutti i progetti. «Perchè oggi i soldi stanziati non restano lì per sempre», dice Amicucci, «se non si spendono si perdono e non creano occasioni di lavoro e sviluppo. Noi lanciamo un appello a tutti gli enti pubblici affinchè ci sia una diversa programmazione sul territorio». E’ una grossa aspettativa viene riposta nei lavori previsti per il post sisma. «Ci sono fondi per 415 milioni», dice il direttore della Cassa edile Giancarlo Scipioni, «che potrebbero dare ossigeno a questo settore creando nuovi posti di lavoro e risollevando anche l’indotto». Secondo la Cassa edile, infatti, la ricostruzione post sisma nei Comuni del cratere teramano è in netto ritardo. «Degli otto Comuni del cratere», sostengono i vertici della Cassa edile, «solo due hanno adottato i piani di ricostruzione: Arsita con 14, 6 milioni di euro di interventi e Penna Sant’Andrea con 7,76 milioni. Senza i piani di ricostruzione non possono essere avviate le opere. Ad oltre sei anni dal sisma diventa indispensabile accelerare tutte le procedure».(d.p.)

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