Edilizia, scatta l’allarme per il caro prezzi

TERAMO. Se ricostruzione e sisma bonus rappresentano un volano per il settore edile, il rincaro dei prezzi delle materie prime rischia di bloccare i cantieri rendendo antieconomico, per molte imprese,...
TERAMO. Se ricostruzione e sisma bonus rappresentano un volano per il settore edile, il rincaro dei prezzi delle materie prime rischia di bloccare i cantieri rendendo antieconomico, per molte imprese, portare avanti i lavori. A lanciare il grido d'allarme è il presidente del collegio dei costruttori Aniem Teramo Enzo Marcozzi, che chiede al Governo e al commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini, per quanto di sua competenza, di mettere in campo tutta una serie di misure. «Mai come adesso il settore vive un momento di grande fermento», sottolinea Marcozzi, «legato non solo alla ricostruzione che finalmente sta decollando ma anche all’attuale contesto favorevole promosso dal Governo, incentrato su azioni strategiche inserite nel Recovery Plan e nonché su quelle contenute nei diversi provvedimenti normativi mirati alla riqualificazione energetica e strutturale del patrimonio immobiliare. Ma in tale contesto si sono inserite dinamiche di mercato ingiustificate e incontrollate che pesano negativamente sull’attuazione delle citate strategie di sviluppo. Il problema del caro prezzi è l’altra faccia della medaglia e non è più sostenibile, per questo esprimiamo forte preoccupazione». Per Marcozzi, proprio a causa dell'aumento del costo delle materie prime tanti cantieri pubblici e privati rischiano di bloccarsi con gravi ripercussioni economiche e sociali. «Tante aziende stanno pensando di rinunciare a commesse acquisite o in corso di acquisizione ritenendole antieconomiche»,prosegue Marcozzi, « mentre altri colleghi imprenditori associati propongono di bloccare i cantieri come forma di protesta. La compensazione introdotta dal Governo è certamente un primo passo ma non risolve il problema, sia perché il provvedimento attuativo non viene ancora approvato, sia perché il meccanismo non sarà di facile attuazione e sia perché è riservato ai soli lavori pubblici. Da qui al richiesta al Governo di estendere la misura anche ai cantieri privati e al commissario Legnini di prorogare la conclusione di tutti i lavori indipendentemente dall’importo. (a.m.)
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