Edilizia, si prevedono 200 posti in più nel 2021

I dati della Cassa edile fotografano un settore in ripresa dopo lo stop da Covid Peracchia (Fillea Cgil): «I nuovi occupati sono più giovani e qualificati»
TERAMO. Marcia a passo svelto l'edilizia in provincia di Teramo: nonostante la frenata causata dall'emergenza Covid, che nella primavera 2020 aveva bloccato i cantieri, il settore fa registrare numeri tutto sommato positivi per l'annata passata e previsioni molto incoraggianti per il 2021. L'aspetto più rilevante è legato all'occupazione giovanile e alla maggiore professionalità delle figure impiegate nel settore. I dati arrivano dal bilancio consuntivo 2020 approvato dagli organi della Cassa edile. La pandemia ha causato una diminuzione della massa salari: nel 2020 è stata di 25 milioni, cioè tre milioni in meno rispetto al 2019; ma la proiezione per il 2021 parla di oltre 30 milioni. Questo anche grazie all'avvio dei cantieri legati alla ricostruzione, che significa più manodopera: per l'anno in corso si prevedono in provincia almeno 200 lavoratori in più nell'edilizia.
«È ragionevole considerare anche un ulteriore ringiovanimento degli occupati, che già oggi fa registrare un positivo incremento nella fascia di età dai 30 ai 54 anni, circa 200 unità in più rispetto al 2019. Ma è positivo anche il dato delle qualifiche professionali: diminuiscono gli operai comuni in favore dei qualificati e degli specializzati», spiega il segretario della Fillea Cgil Corrado Peracchia. A dare slancio al settore ci sono, e ci saranno ancor più per l'anno in corso, le grandi opportunità legate al super eco/sisma bonus e alla ricostruzione. «L'ufficio speciale per la ricostruzione ha incrementato in maniera notevole le pratiche e questo ha già delle ripercussioni concrete sul settore. E ne darà sempre di maggiori nel corso dei prossimi mesi», aggiunge Peracchia, che guarda al presente e al futuro con un occhio attento soprattutto alla formazione. Il settore si è evoluto molto e la tecnologia che viene impiegata richiede figure qualificate: «Su questo nella nostra realtà si sta già investendo, con gli enti di formazione che svolgono un ruolo centrale. Si può migliorare molto però, anche con quello che è il Fondo nuove competenze: risorse messe a disposizione per la formazione che in edilizia sono ancora sfruttate poco», aggiunge Peracchia.
Qualche criticità nel settore continua ad esserci, come «il nanismo delle imprese e la forte frammentazione del tessuto imprenditoriale, basti pensare che oltre l'80% delle imprese occupa da uno a cinque addetti. Tuttavia il settore delle costruzioni con i suoi punti di forza e le sue criticità si conferma nel panorama economico della provincia traino per la ripresa e per il rilancio economico produttivo», conclude il segretario della Fillea.
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