INIZIATIVA DELLA CISL

Edilizia, Teramo sperimenta misure contro il lavoro nero

TERAMO. Parte di nuovo da Teramo una sperimentazione per combattere il lavoro nero in edilizia. E’la Filca Cisl, che già qualche anno fa puntò sul Durc, a riproporne una versione aggionata. Il Durc...

TERAMO. Parte di nuovo da Teramo una sperimentazione per combattere il lavoro nero in edilizia. E’la Filca Cisl, che già qualche anno fa puntò sul Durc, a riproporne una versione aggionata. Il Durc (documento unico di regolarità contributiva) solo nel primo anno di avvio fece emergere il 36% del lavoro nero: in sostanza le imprese, per aggiudicarsi un’opera, con il Durc devono attestare di essere in regola con il pagamento dei contributi.

«Ora il lavoro nero, rispetto ad allora, raggiunge punte del 40% in un mondo del lavoro che oggi conta una perdita in valore del 28%, in termini di imprese del 32% e di lavoratori del 39%», esordisce il segretario provinciale della Filca, Giancarlo De Sancts, «A ciò si aggiunge la frammentazione delle nostre imprese (il 96% ha meno di 5 dipendenti), l'incremento del 28% dei lavoratori autonomi, semplici ex l dipendenti a cui vengono aperte le partite Iva, l'esplosione del part-time e il raddoppio degli insoluti, ossia di imprese non in regola coi versamenti alle Casse edili che ormai hanno superato i 5 milioni». E in una provincia in cui i lavori privati costituiscono l'80% del totale, la Filca Cisl di Teramo ha proposto ai sindaci una nuova sperimentazione con il Durc, come accadde nel 1996 per poi arrivare fino alla legge nazionale. «Occorre che il Durc», spiega De Sanctis, «sia emesso per tutti i cantieri privati e tutte le ditte che vi lavorano, periodicamente, per monitorare l'andamento dei lavori, verificando la congruità dei costi della manodopera con l'importo dei lavori, monitorando le tipologie contrattuali dei lavoratori , favorendo la prevenzione di infortuni. Abbiamo chiesto ai sindaci di richiedere il Durc, sui lavori privati, relativo all'impresa esecutrice e ai sub-contratti, prima dell'inizio del cantiere, un mese dopo e poi con cadenza trimestrale prevedendo, in caso di irregolarità l'ordinanza di sospensione dei lavori e dell'efficacia del titolo autorizzativo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA