Elettropicena, battaglia sull’integrativo
Ancarano, difficili e infruttuose trattative per il rinnovo. I 61 lavoratori bloccano gli straordinari
ANCARANO. I 61 lavoratori della Elettropicena Sud dello stabilimento di Ancarano adottano iniziative di protesta contro il mancato rinnovo del contratto integrativo. Quello attuale è scaduto a fine 2018 e la Rsu aziendale, con la segreteria della Fiom Cgil di Ascoli Piceno, ha presentato nei primi mesi del 2019 la piattaforma per il rinnovo con voto unanime dall’assemblea dei lavoratori.
«L’azienda, per nome del titolare Tassi ha sempre manifestato il desiderio di addivenire alla sottoscrizione del rinnovo del contratto integrativo aziendale, rendendosi disponibile d un accordo di ultravigenza per l’anno 2019 del contratto integrativo scaduto», si legge in una nota della Rsu, «La trattativa è proseguita, fino all’ultimo incontro del 27 gennaio 2020, con notevoli difficoltà. L’azienda, per lunghi periodi, si è resa irreperibile, mai rompendo la trattativa, ma di fatto procrastinandone la conclusione di mese in mese. Stiamo parlando di un’azienda in salute e in cui i lavoratori hanno da sempre concorso ai risultati e alla performance aziendale e che, di fatto, con la sua condotta, li sta offendendo nella loro dignità e professionalità».La Elettropicena Sud produce quadri elettrici e centraline, soprattutto per l’Enel .
Ma il 27 gennaio ha presentato ai sindacati una propria bozza di integrativo, ritenuta ai sindacati peggiorativa rispetto a quello scaduto in quanto fra premio presenza e premio di risultato si perderebbero almeno mille euo all’anno. L’assemblea dei lavoratori ha giudicato la proposta irricevibile. Inoltre i lavoratori nell’assemblea hanno deciso il blocco della flessibilità e degli straordinari ed altre iniziative che di volta in volta riterranno idonee a supporto e a sostegno del rinnovo del contratto integrativo aziendale. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

