Elezioni, il Pd gioca su due tavoli tra dissidenti e tensioni interne

Alba, la linea della segreteria punta a recuperare i fuoriusciti con Marconi possibile candidato sindaco Nell’ala maggioritaria però è sfida tra Colonnelli, Ciccarelli e Di Marco. Dubbi anche nel centrodestra
ALBA ADRIATICA. Il Pd di Alba Adriatica è in fermento per le elezioni comunali di primavera. Due le partite aperte: una sugli equilibri interni e l’altra su accordi esterni. Da una parte la linea ufficiale della segreteria guidata da Paolo Tribuiani, che parla da giorni di consultazioni con altre forze politiche per la creazione di una «lista civica espressione di una coalizione di moderati» e quindi rimanda il discorso candidature. A conferma delle sue parole, le indiscrezioni raccontano di un tentativo di ricucire con il fronte dei “dissidenti” guidati dall’ex vicesindaco e tesserato Pd Giuliano De Berardinis a sorpresa rimasto fermo un turno nel 2013 insieme ad altri membri dell’amministrazione Giovannelli e ora attivo per la creazione di una propria lista civica e trasversale.
La trattativa sembra in salita, nonostante il nome circolato come possibile riunificatore sia quello di un altro assessore di quella stessa compagine amministrativa Gianfranco Marconi, esterno al partito. Nel frattempo però, seppur con consultazioni esterne tenute in assoluto riserbo per evitare scossoni, nell’ala maggioritaria del partito albense, quella dei Progressisti per il Pd, si starebbe consumando una sfida interna per la scelta del candidato sindaco. Almeno due i nuovi nomi che circolano, oltre a quello di Nicolino Colonnelli che non ha mai celato la propria disponibilità a ricandidarsi: Alessandra Ciccarelli e Vito Di Marco. Il Pd tenta quindi di non farsi trovare impreparato alla partita principale per la compilazione delle liste, che comincerà a giocarsi a tutti gli effetti lunedì. dopo le elezioni nazionali che stanno costringendo gran parte del panorama politico locale ad una fase di stand by per evitare di compromettere il voto.
Osservato speciale, dalla prossima settimana, sarà soprattutto il centrodestra. Nell’area, infatti, tutti i partiti sono ufficialmente a lavoro per riunire il fronte. A loro si sarebbe aggiunto anche il gruppo politico e apartitico proveniente dalla destra sociale che fino a qualche giorno fa era impegnata per una lista autonoma sotto la guida di Luca Falò. Il centrodestra, però, aspetta soprattutto il pronunciamento del sindaco Tonia Piccioni, che deve esprimersi sulla sua ricandidatura, dopo il veto posto Fratelli d’Italia e gli scarsi sostegni ricevuti finora dai suoi colleghi di amministrazione. Le conseguenze del confronto nel centrodestra potrebbero condizionare il panorama politico: se si riunirà il fronte, allora anche gli altri saranno chiamati a tentare di semplificare il quadro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

