Elezioni Provincia, rebus centrodestra

Due le liste che in teoria appoggiano Astolfi, ma non è scontato. D’Ignazio (Ncd): «Non abbiamo ancora fatto valutazioni»
TERAMO. Renzo Di Sabatino, consigliere provinciale uscente del Pd e Gabriele Astolfi, sindaco di centrodestra di Atri,sono i due candidati alla presidenza della Provincia di Teramo. Tre le liste presentate per i candidati consiglieri : per di Sabatino c’è “Casa dei Comuni” con 12 candidati, per Astolfi in campo ci sono 21 candidati ripartiti nelle liste “Forza del territorio con Astolfi”, e “Costituente Popolare per Teramo”. Non ci sono state sostanziali novità alla scadenza della presentazione delle liste elettorali, ma le novità sono attese nell’urna. Dopo lo strappo dei sindaci della Val Vibrata, che hanno rinunciato alla terza lista ma che appaiono decisamente orientati a un’astensione su Astolfi, sorprese potrebbero arrivare contro il sindaco di Atri da un altro fuoco amico.
Non è affatto scontato che la lista del centrodestra riconducibile a Paolo Tancredi (Ncd), Mauro Di Dalmazio e Dodo Di Sabatino garantisca il suo appoggio ad Astolfi. A confermarlo sono le indiscrezioni circolate ieri dalla componente di Di Dalmazio, ma anche il giudizio sospeso a tal proposito del consigliere regionale Giorgio D’Ignazio che dagli schermi di Teleponte ha dichiarato: «Non ci siamo ancora seduti a tavolino per fare una valutazione di questo genere. Per appoggiare un candidato ci deve essere un’intesa, ma al momento dobbiamo ancora valutarle. Sul candidato abbiamo lasciato la scelta libera a Forza Italia Non c’è una indecisione, c’è ancora una valutare da fare. La scelta si fa sui programmi. Intanto puntiamo sulla nostra lista che ha una grande rappresentatività territoriale». Dichiarazioni che cozzano contro le granitiche certezze del coordinatore provinciale di Forza Italia Maurizio Brucchi che dopo la scelta di Astolfi (prevalso per un solo voto nelòe primarie che hanno coinvolto i sindaci) parlava di candidato sostenuto da tutta la coalizione.
Un appoggio niente affatto scontato, come si apprende anche dalla componente di Di Dalmazio, che fa il paio con un’altra ipotesi: quella di una nuova “anatra zoppa” in provincia. Un pericolo in agguato già alle precedenti amministrative che si ripropone per le elezioni provinciali del 12 ottobre che prevedono ancora una volta il voto disgiunto per i consiglieri e per il presidente. In pratica il presidente eletto potrebbe trovarsi un consiglio con un diverso orientamento politico. Se in questa situazione dovesse trovarsi Di Sabatino, nel Pd c’è già chi parla di accordi trasversali per garantire una stabilità di governo. Quale partner naturale se non il Nuovo Centro Destra visto che i due partiti sono alleati nel governo nazionale?
Intanto il candidato presidente del centrosinistra Renzo Di Sabatino strizza l’occhio proprio a quei sindaci della Vibrata che chiedono rappresentanza. «Offro la mia candidatura a tutti i territori e colori politici», dichiara l’ex sindaco di Bellante. «Tanti sindaci hanno sottoscritto la mia candidatura. Una missione la mia che si concentra sui temi prioritari dello sviluppo, del lavoro e dell’occupazione. Quindi non si può prescindere dalla Vibrata». Anche Sel e Abruzzo civico hanno sostenuto la candidatura di Renzo Di Sabatino esprimendo due candidati consiglieri: rispettivamente i consiglieri Nicoletta Cerquitelli di Silvi e Flaviano De Vincentiis di Roseto. E intanto proprio dalla Vibrata arriva un ulteriore spaccato della posizione dei sindaci affidata al presidente dell’Unione dei Comuni, Leandro Pollastrelli che con parole durissime dichiara: «Non è possibile che i sultani decidono e i sudditi ubbidiscono perché alla fine siamo noi sindaci che ci mettiamo la faccia di fronte ai cittadini. I consiglieri regionali e gli assessori decidono altrove, ma sul territorio ci siamo noi. Noi abbiamo esponenti della Vibrata sia nella lista di centrodestra (tra cui il sindaco Tonia Piccioni di Alba Adriatica) che nel centrosinistra. La nostra indicazione è quella di votare candidati della Vibrata che mai come in questo momento ha dimostrato di essere compatta nella richiesta di riscatto».
Marianna De Troia
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