Ematologia, nel dimenticatoio il servizio della scuola di Mandelli

L’ex primario Di Michele, allievo del luminare della Sapienza da poco scomparso, sollecita la Asl «L’unità semplice è senza responsabile da anni, andrebbe invece potenziata per il bene dei pazienti»
TERAMO. L’ospedale di Teramo ha una unità operativa che opera nell’orbita scientifica del compianto Franco Mandelli, uno dei capisaldi dell’ematologia in Italia e nel mondo scomparso il 15 luglio scorso.
Una unità operativa semplice creata da Dario Di Michele, primario e capo dipartimento andato in pensione un paio d’anni fa che è stato allievo del luminare ritenuto punto di riferimento a livello internazionale per la sua attività clinica e di ricerca scientifica in campo ematologico .Di Michele si è specializzato nel 1983 proprio con Mandelli e ha trasferito l’esperienza fatta nei tre anni di frequentazione del docente alla Sapienza nella cura dei pazienti oncoematologici teramani. Ma l’unità di ematologia da più di due anni è senza responsabile, quindi a rischio.
Di Michele ricorda Mandelli con affetto e commozione «oltre che per le sue indiscusse competenze professionali, anche per la sua profonda umanità verso i pazienti con i quali stabiliva subito un rapporto di solidarietà, disponibilità e amore lungo tutto il decorso della malattia».
«Ricordo che Mandelli arrivava in reparto alle 6», dice Di Michele, «e visitava tutti i pazienti stabilendo con loro un rapporto cordiale, immedesimandosi nelle loro sofferenze. Faceva anche gratis visite a domicilio ad anziani e bambini, perchè riteneva che non dovevano essere eradicato dal nucleo familiare». E gli insegnamenti , scientifici e umani, di Mandelli – «quando lo sentivo e gli raccontavo dell’attività a Teramo, ne era molto orgoglioso» – sono fluiti nell’unità semplice di ematologia del Mazzini «che si occupa prevalentemente di pazienti oncoematologici, in collaborazione con il centro di riferimento regionale di Pescara», precisa Di Michele, «unità che fu creata ormai da circa un decennio e che meriterebbe, per la rilevanza delle patologie che gestisce, una particolare attenzione da parte dei vertici aziendali competenti affinché si dia continuità e potenziamento a quanto è stato fatto sinora. Da qualche anno purtroppo manca un responsabile del centro, anche se tutti gli operatori sanitari presenti sono validi professionisti. E’ importante l’attenzione all’oncologia che cura i tumori solidi, ma ci sono anche quelli ematologici, che sono molto particolari e difficili da gestire, per cui meritano attenzione. Si tratta di un’attività che ha un solido fondamento creato prima di me, che ho cercato di rafforzare e che merita continuità. Il ricordo del professor Mandelli sia anche occasione per un benevolo monito e una sollecitazione a chi ci governa, nell'interesse della comunità». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

