Emergenza abitativa, nuovi appelli

Il Sicet-Cisl e Casa del Popolo: «Vanno riutilizzati gli alloggi vuoti di via Longo»
TERAMO. L'emergenza abitativa a Teramo continua a far rumore: la carenza di alloggi, le tante famiglie sottoposte a sfratto e la ferita sempre aperta di via Longo, dove ieri si è svolta un'assemblea pubblica, sono al centro delle proteste della Casa del Popolo e delle sollecitazioni del Sicet-Cisl Abruzzo Molise (il sindacato degli inquilini).
«L'emergenza abitativa è all'ordine del giorno. Come si evince dai dati annualmente pubblicati dal ministero dell’Interno sui provvedimenti di sfratto. Le politiche pubbliche per la casa sono carenti e l’edilizia residenziale pubblica assolutamente insufficiente. Anche la provincia di Teramo non si discosta dal drammatico trend regionale facendo registrare, anno dopo anno, dati preoccupanti», scrive il segretario provinciale del Sicet Antonio Di Berardo. Il sindacato sottolinea come a Teramo ci sia una "fascia grigia" che va allargandosi sempre più, composta da persone che hanno un lavoro con un reddito basso o non dimostrabile; da precari, separati, immigrati, anziani soli e studenti. «Per tutte queste persone, accedere a una casa è oggi sempre più complicato. Facciamo appello al sindaco D’Alberto di rimettere a disposizione dei cittadini in emergenza tutti gli alloggi vuoti di via Longo e gli altri vuoti in città», scrive il Sicet che ricorda come siano 500 le famiglie in graduatoria in attesa di una casa. Dal sindacato inoltre parte la richiesta di un censimento del patrimonio pubblico abbandonato, di nuovi alloggi a canone sociale, nuove costruzioni e un piano casa regionale.
In prima linea sull'emergenza abitativa è anche la Casa del Popolo che ieri ha organizzato una nuova assemblea pubblica in via Longo. «Torniamo ancora una volta nel luogo simbolo del fallimento delle politiche abitative in città, una zona che le istituzioni hanno lasciato all’incuria e che torna a essere oggetto di dibattito solo in campagna elettorale», spiega il collettivo in una nota, «da anni chi vive lì sopporta condizioni inaccettabili, con appartamenti in rovina e nessuna prospettiva di miglioramento. Dei 90 alloggi di via Longo, infatti, i 40 che sono abitati sono ridotti in rovina mentre i restanti 50 sono ancora oggi abbandonati. Questo mentre cresce il numero di persone in cerca di un tetto in tutta la città. È uno scempio che non possiamo più tollerare».
Veronica Marcattili

