Emergenza, il grazie del primario «Persone speciali in prima linea»

Il dirigente dell’unità di anestesia e rianimazione del Mazzini, Minora, scrive a tutto il personale «Donne e uomini, troppo spesso invisibili, che in questi giorni hanno fatto di tutto per gli altri»
TERAMO. Ci sono gesti che per sempre racconteranno chi siamo. Nei giorni infiniti dell’emergenza quelli da non dimenticare di medici e infermieri per i tanti malati rimasti lontani dai familiari.
A loro va il grazie di Stefano Minora, direttore del dipartimento emergenze e dell’unità operativa di anestesia e rianimazione del Mazzini. «Parlo del personale del pronto soccorso, del 118, delle sale operatorie, delle rianimazioni di Teramo e degli altri presidi», scrive Minora, «donne e uomini spesso invisibili che in questi giorni di fuoco si sono fatti carico, oltre che delle normali attività, anche dell’accoglienza di pazienti critici, e affetti e non, da Covid- 19». E aggiunge: «Hanno affrontato con immenso senso del dovere anche l’apertura di una nuova unità di terapia intensiva dedicata esclusivamente ai malati di coronavirus, qui a Teramo, dove oggi collaborano professionisti venuti in sopporto dalla sala operatoria e giovani infermieri i quali hanno offerto la propria disponibilità a lavorare in prima linea». Nel ventre di una battaglia devastante. «Si tratta di un carico emotivo, oltre che di lavoro fisico, tanto grande da far vacillare chiunque, anche tra i più forti», dice ancora Minora, «e invece tutti loro si sono dimostrati disponibili in ogni occasione sobbarcandosi un lavoro immane».
Impossibile elencare casi particolari perché, dice Minora, «sono stati davvero tantissimi e tutti con grande partecipazione e umanità». Con il personale sempre pronto a essere vicino ai pazienti, ad andare oltre. «Abbiamo cercato di supportare psicologicamente i familiari dei pazienti attraverso due psicologhe già coinvolte nel progetto di terapia intensiva aperta e attivando anche un servizio di videochiamate proprio perché consapevoli del dolore, della solitudine e dell’ansia di chi vede ricoverato un proprio caro in in una terapia intensiva. Il personale delle due rianimazioni, già provato da un lavoro che richiede grande forza fisica, si fa carico anche dell’apprensione dei familiari che, lontano dai propri cari, hanno bisogno di notizie continue e rassicurazioni».
E a questo personale, da giorni in prima linea con turni evidentemente pesanti, Minora dice grazie: «È per tutti questi motivi che oggi sento il dovere di esprimere tutta la mia gratitudine alle persone speciali con cui ho l’onore di lavorare, medici infermieri e personale sanitario di tutti i livelli, con la speranza di poter dar loro qualche giorno di meritato riposo che ad oggi non è stato possibile concedere per carenze di persone addestrato a fare un lavoro così particolare». E a loro, ai tantissimi che in queste settimane hanno regalato un sorriso, una parola, una stretta di mano a chi da un giorno all’altro si è ritrovato in un letto d’ospedale lontano da casa, arriva anche il grazie di tantissimi familiari.
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