Ente porto a caccia di nuovi soci

Il sindaco e Vasanella: ma il consorzio è solido e non ha debiti
GIULIANOVA. Il presidente dell’Ente porto Paolo Vasanella (nella foto), all’indomani del question time sulla situazione economica del consorzio, fa sapere, dopo che la solidità della situazione finanziaria era stata ribadita dal sindaco Francesco Mastromauro in consiglio, di aver contattato anche i sindaci di Pineto, Roseto, Silvi e Martinsicuro per coinvolgere quante più realtà possibili. «L’Ente porto», chiarisce Vasanella, «è ben amministrato: non ha mutui né debiti e deve crescere. Non c’è il rischio che gli enti soci escano dal consorzio, visto che hanno firmato un contratto fino al 2027. Ho però contattato i sindaci delle città costiere, che incontrerò nei prossimi giorni, perché l’Ente porto ha delle peculiarità che potrebbero interessare anche altri Comuni».
Nella seduta del question time, Mastromauro ha spiegato, rispondendo all’interrogazione di Laura Ciafardoni, che il debito di 105mila euro attribuito all’Ente porto dopo la ricognizione voluta dal governatore Luciano D’Alfonso sui debiti delle partecipate datava 18 settembre 2014 e si riferiva alle somme ancora da pagare in tale data (comprese forniture elettriche, accantonamento Tfr, stipendi, contributi, ecc). Il debito però sarebbe ampiamente coperto dai fondi depositati nel conto corrente postale (ammontante a 245mila euro). «L’Ente porto», ha detto il sindaco, «grava sulle casse comunali per 51mila euro. L’ulteriore somma di 70mila euro viene invece trasferita dalla Regione al Comune e da questi all’Ente porto per le spese portuali». Durante il suo intervento, Mastromauro si è detto pronto, in caso alcuni soci dovessero abbandonare il consorzio, a incrementare la partecipazione economica del Comune che, nel caso in cui tutti abbandonassero, sarebbe pronto a sostituirsi al modello di controllo.
«Il solo Comune di Giulianova», afferma però Vasanella, «non potrebbe mai sostituirsi interamente all’Ente, sia per motivi economici (l’Ente porto gestisce un bilancio di 750mila euro annui), sia perchè nessun Comune già socio del consorzio sarebbe disposto a investire in un ente gestito da un altro Comune. Semmai, se tutti i soci (eventualità molto remota) dovessero uscire, sarebbe più fattibile che sia la Regione ad assumerne il controllo, essendo l’Ente capofila. L’unico socio che ha manifestato la volontà di uscire, tuttavia, è la Ruzzo reti».
Margherita Totaro
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