Ente porto, bordate a Costantini: «Il sindaco accentra il potere»

Cittadino Governante e Pd contro la conferma di Ferrante alla presidenza e la nomina del direttivo: «Mancano il rappresentante della marineria e una presenza femminile, i problemi restano irrisolti»
GIULIANOVA. «All’Ente porto, in un colpo solo, sono stati fatti fuori la marineria, la minoranza e le donne. Tutto il potere ora è nelle mani degli uomini del sindaco Jwan Costantini». Ad alimentare lo scontro sulla nomina del nuovo direttivo è il Cittadino Governante con i consiglieri Franco Arboretti e Alberta Ortolani che ricordano l’ordine del giorno, presentato in un consigli di aprile, con il quale chiedeva all’amministrazione di prendere posizione in merito al presidente Valentino Fabrizio Ferrante, confermato per quattro anni. «Vista la sentenza di condanna confermata dalla Cassazione a carico del presidente dell’Ente porto, con un ordine del giorno chiedemmo al consiglio di prendere posizione», si legge nella nota del Cittadino Governante, «il giorno della discussione arrivò la lettera di dimissioni del presidente. Pensammo che, forse, avevano capito che le persone che hanno incarichi pubblici devono essere senza macchia e invece quelle dimissioni erano solo di facciata perché non furono mai discusse nell’assemblea. E ora, con tre mesi di anticipo, è stato confermato il dimissionario».
Il Cittadino Governante, inoltre, ricorda i problemi del porto irrisolti. «Il fondale troppo basso per l’insabbiamento crea difficoltà ai pescherecci e finora non si è visto nulla di concreto per risolvere il problema», continua il gruppo, «né dragaggio portuale, né completamento del nuovo porto il cui braccio nord è fermo da anni, nonostante le promesse e le passerelle elettorali, comportando anche l’impedimento del passaggio sul versante nord. Sono previsti nuovi pontili per le imbarcazioni da diporto, quando già adesso nello spazio acqueo ci sono problemi di ormeggio. Inoltre nel Cda dell’Ente porto non c’è un rappresentante della marineria, che sarebbe molto utile nelle decisioni da prendere, e manca una presenza femminile». Sulla vicenda torna anche il Pd che controreplica all’amministrazione comunale. “Il Partito democratico prende atto che la giunta Costantini, anziché entrare nel merito delle questioni da noi sollevate, preferisce eluderle, facendo leva su supposte discordanze all’interno del centrosinistra teramano», si legge nella nota del Pd giuliese, «ricordiamo che la Provincia di Teramo possiede solo il 27 per cento delle quote, e i Comuni di Teramo e Alba Adriatica non arrivano neanche al due per cento, per cui come fanno a incidere su una votazione? Vogliamo evidenziare che, all’interno del Pd, vigono libertà e autonomia di pensiero e azione, sconosciute al sindaco e alla maggioranza». Anche i Dem, infine, sottolineano la mancanza di un rappresentante della marineria all’interno del Cda. «Un’assenza preoccupante, specie se si considerano la conoscenza delle problematiche dello scalo e il contributo», conclude il Pd, «tanto in termini di idee quanto di esperienza».
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