Entra una donna nel cda del Cirsu
Annarita Ciriolo, dipendente del Comune di Roseto, scelta dall’assemblea dei soci
GIULIANOVA. Si chiama Annarita Ciriolo il nuovo componente del consiglio d’amministrazione del Cirsu: la donna, dipendente del Comune di Roseto, è la vincitrice del bando emanato dal consorzio per i rifiuti, al fine di inserire all’interno del cda un componente di sesso femminile, così come previsto dalla legge sulla parità. Anche se non ancora ufficializzato, è quello di Ciriolo il nome selezionato dall’assemblea dei soci nell’ambito dell'avviso pubblicato nel mese di giugno. A breve la dipendente del Comune di Roseto andrà ad affiancare, nel cda del consorzio, il presidente Angelo Di Matteo, il vice Angelo Di Gennaro e il consigliere Franco Maggitti: non si sa se Ciriolo sostituirà quest’ultimo oppure espleterà le funzioni di consigliere al fianco dei tre membri già presenti. Fatto sta che la sua nomina dovrebbe finalmente placare le polemiche, in casa Cirsu, almeno sul mancato rispetto del decreto sulle quote di genere. Negli ultimi mesi si erano infatti registrate le contestazioni dei gruppi consiliari di opposizione di Mosciano e Bellante, i quali avevano contestato il mancato rispetto della normativa sulle quote rosa, ed avevano chiesto le dimissioni dell’attuale cda del Cirsu.
Intanto si è da poco conclusa la fase di prequalifica del bando di gara, emanato dal Cirsu in primavera, inerente l’affidamento della concessione per la gestione del polo impiantistico per il trattamento di rifiuti urbani di Grasciano. Delle cinque domande pervenute sono state ritenute valide le tre presentate dalla Deco e dalle associazioni temporanee d'impresa Hera-Sogliano ambiente e Consorzio stabile ambiente (Csa)-Cericola. Una di queste tre aziende, quindi, sarà l’affidataria del servizio attualmente svolto dal Csa. A tal proposito, il Cirsu si era visto costretto a pubblicare il bando dopo che il Tar, nel mese di maggio, aveva accolto il ricorso della Deco ed aveva definito illegittimo l’affidamento diretto al Csa effettuato dal Cirsu per ciò che riguarda la gestione della vecchia discarica e degli impianti per la lavorazione dei rifiuti. Infine bisognerà attendere ancora prima che il Tribunale di Teramo si pronunci in merito al fallimento del Cirsu, così come decretato dalla corte d’appello dell’Aquila; nel frattempo i giudici si riuniranno a fine mese per discutere nuovamente del sequestro conservativo dei beni chiesto dal Cirsu nell'ambito della vicenda del debito del consorzio nei confronti del gruppo Di Zio.
Sandro Petrongolo
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