Entrate differenziate nelle scuole per raddoppiare le corse dei bus

Si lavora per assicurare i trasporti a 7.500 studenti delle superiori. C’è un piano elaborato ad Atri che forse sarà applicato in tutta la provincia: prevede orario ridotto e didattica online a turno
TERAMO. Difficile far ripartire i complessi ingranaggi del mondo della scuola con le norme anti-Covid. Uno degli intoppi peggiori riguarda i trasporti. Il distanziamento sociale nei fatti impone alla Tua di ridurre di oltre il 50% i posti negli autobus. L’azienda ha acquistato 80 nuovi pullman per tutta la regione, nemmeno lontanamente sufficienti a soddisfare le necessità. D’altro canto il comitato tecnico-scientifico ha posto il veto a un’eventuale deroga alla norma che impone il distanziamento sociale sugli autobus. E così resta da vedere come far arrivare negli istituti superiori del Teramano 12.053 studenti, di cui 7.500 pendolari.
Martedì si è tenuta una riunione fra i vertici della Tua – era presente anche il direttore regionale Maximilian Di Pasquale – i presidi e la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Maria Cristina De Nicola. «E’ un bel problema», osserva De Nicola, «stiamo studiando come risolverlo. Stiamo pensando, ad esempio, a entrate e uscite differenziate, in modo da dare il tempo alla Tua di fare due viaggi sulla stessa tratta». In realtà nella riunione Di Pasquale ha fatto anche un’altra proposta, secondo cui, a rotazione, metà classe va a scuola e l’altra metà segue la lezione dal computer, a casa. «Non è percorribile perchè comporterebbe un dispiegamento di strumenti tecnologici che a scuola non ha», spiega la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, «prevede connessioni wi-fi e Lim in tutte le classi. E comunque la didattica a distanza ha modalità di svolgimento particolari, diverse dalla lezione in presenza».
Però è emersa una soluzione, escogitata ad Atri. Qui il sindaco Piergiorgio Ferretti, i dirigenti locali della Tua e le dirigenti degli due istituti superiori hanno già messo a punto un piano. De Nicola definisce la soluzione “buona” e l’ha già sottoposta alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza, che ha voluto una copia del piano che potrebbe essere esportato in tutta la provincia ma anche in regione. Intanto entrate e uscite sono scaglionate: una è prevista alle 8 con uscita alle 12,30 e una alle 9,30 con uscita alle 14. «Hanno ipotizzato», spiega De Nicola, «che ogni giorno della settimana 10 classi per istituto stanno a casa e fanno didattica a distanza così da non aggravare il servizio di trasporto. Il resto dei giorni gli studenti vanno a scuola con una ridotta unità oraria che passa da 60 a 45 minuti. Anzichè un'ora sola per materia se ne fanno due (per un totale effettivo di un’ora e mezza e la mezz'ora che manca viene recuperata con la didattica a distanza, ndr). Ora il modello lo studiamo e lo proponiamo anche alle altre scuole n provincia. Vediamo se per il capoluogo, in cui ci sono più istituti superiori, bisognerà fare piccoli aggiustamenti». Intanto dalla Regione è arrivato l’invito alle famiglie affinchè per i figli pendolari facciano subito gli abbonamenti, per sapere con certezza chi viaggia. Anche perchè le famiglie hanno diritto a un voucher per il rimborso dell’abbonamento pagato durante il lockdown. «Stiamo lavorando senza sosta per consentire la riapertura il 14 settembre», sottolinea De Nicola, «il problema principale per i trasporti sono le superiori: le elementari non hanno problemi, il pullmino entro 15 minuti può viaggiare a pieno carico».
Problemi da risolvere ancora per l’edilizia scolastica, soprattutto nei centri più grandi e per le scuole della Provincia. Ad esempio al Curie di Giulianova mancano 5 aule, si dovrà affittare un immobile. Carenza di aule anche al Cipia (centro istruzione per adulti) di Martinscuro. Problemi all’Ipsia Marino, che è inagibile per il sisma e che viene ospitato dall’Iti e dal Milli: ora si spera che si liberi qualche aula al vicino Scientifico.
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