Ergastolo confermato per l’assassino di Sara

25 Aprile 2021

Sentenza della Cassazione per il giovane che a Roma diede fuoco alla ragazza originaria di Arsita

TERAMO. La Cassazione conferma la condanna all’ergastolo per Vincenzo Paduano, il 26enne romano accusato di aver strangolato e bruciato la sua ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, 22 anni, la cui famiglia è originaria di Arsita.
Il delitto avvenne a Roma nel 2016. Dopo l’ergastolo in primo grado, nell’aprile del 2019 la stessa Suprema Corte aveva disposto l’appello bis non condividendo la decisione dei magistrati di secondo grado di ridurre la pena a 30 anni di carcere. In primo grado Paduano, che era una guardia giurata, era stato condannato all’ergastolo dopo il rito abbreviato. In appello i giudici rideterminarono la pena a 30 anni ritenendo assorbito nel reato di omicidio anche quello di atti persecutori. La Cassazione rinviò tutto a una nuova corte d’appello per rivalutare la pena alla luce del principio di diritto per cui l’omicidio aggravato non ingloba gli atti persecutori. Così nel nuovo processo d’appello i giudici hanno condannato Paduano a 4 anni per stalking e questa pena, sommata a quella dell’omicidio, ha fatto scattare l’ergastolo. Sentenza, quella del nuovo appello, che qualche giorno fa è stata confermata dalla Cassazione. Paduano la notte del 29 maggio 2016, dopo giorni di minacce e stalking nei confronti della sua ex ragazza, in una strada isolata nei pressi di Ponte Galeria, nella zona della Magliana, strangolò Sara e prima di fuggire diede fuoco alla vettura. Per settimane aveva pedinato la ex e il suo nuovo fidanzato e aveva anche ripetutamente minacciato la giovane. Anche il giorno del delitto Paduano seguì Sara: attese la giovane, che si era incontrata col nuovo ragazzo, lungo la strada, si appostò e le tese un agguato in un tratto isolato. Quando vide la macchina dell'ex la speronò costringendola a fermarsi.(d.p.)
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