Erosione costa, appello a Marsilio I balneatori: «Subito le scogliere»

Alba Adriatica. Il comitato chiede sostegno al governatore dopo il fallimento dell’opera salva-spiaggia «Abbiamo ricevuto il supporto di quattromila persone, la Regione attivi il piano di difesa del litorale»
ALBA ADRIATICA. Il comitato antierosione di Alba Adriatica va oltre consiglieri, assessori e amministratori locali e rivolge un accorato appello direttamente al presidente della Regione Marco Marsilio «affinché intervenga urgentemente». Al governatore è chiesto di farsi garante «per la realizzazione delle necessarie scogliere volte a difendere la nostra costa ormai martoriata dall’erosione, ma soprattutto trovi una soluzione utile per cercare di salvaguardare gli stabilimenti balneari dalle mareggiate invernali, sempre più forti e pericolose, come ad esempio una radente di blocchi di cemento di fronte agli stabilimenti». Il comitato evidenzia di aver costatato sulla propria pelle durante l’estate che le scogliere parallele alla costa sono l’unica soluzione efficace.
«Per salvare il tessuto socio-economico di Alba Adriatica, riteniamo di fondamentale importanza dare piena e immediata attuazione al piano di difesa della costa recentemente approvato dalla giunta regionale», afferma, «pertanto, chiediamo a Marsilio che la Regione inizi con il progetto delle barriere parallele emerse da posizionare su tutta l’unità fisiografica. Non possiamo più aspettare e non siamo più favorevoli a nessuna altra forma di ripascimento morbido di sabbia. È bene ricordare che il comitato, nella lotta contro l’erosione, ha avuto il supporto di più di quattromila persone, tra turisti e cittadini. Non vogliamo abbandonare chi ha creduto in noi e dunque siamo aperti ad ascoltare qualsiasi forza politica che voglia farsi carico di questo problema. Se vogliamo salvare Alba Adriatica, bisogna agire subito». Dunque, il comitato antierosione ha le idee ben chiare. Vuole le scogliere e il piano di difesa previsto deve partire da Alba Adriatica e non da sud. I balneatori, dal canto loro, lamentano la solitudine estiva vissuta sulla loro pelle. Nessuno più si è fatto vedere, fanno sapere alcuni di loro, dopo l’insuccesso della spiaggia di alimentazione, né per portare solidarietà, né per assumere l’impegno a risolvere la questione. «Sappiamo benissimo che i politici regionali non hanno colpe dirette di fronte a un intervento di ingegneria marittima da loro finanziato e tecnicamente non riuscito», concludono, «però ci saremmo aspettati un segno tangibile di vicinanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

