Errani: «Pagheremo i danni a tutti»

16 Settembre 2016

Il commissario del Governo a Valle Castellana con il capo della Protezione civile Curcio: «Ora pensiamo alla ricostruzione»

VALLE CASTELLANA. «Non esistono modelli di ricostruzione e non si seguirà nessun modello precedente; questa ricostruzione sarà un’esperienza che rispetterà le peculiarità del territorio e delle comunità che ci vivono e che darà certezza». Queste le parole del commissario per la ricostruzione Vasco Errani in visita ieri pomeriggio insieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio a Valle Castellana, il Comune teramano già inserito insieme a quello di Rocca Santa Maria nella lista dei centri per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza. Un incontro che si è svolto nella sala consiliare del municipio e al quale hanno partecipato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, esponenti della giunta e del consiglio regionale, il presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino, istituzioni varie e i sindaci dei Comuni della Provincia colpiti dal sisma e che ha rappresentato l’occasione per operare una prima ricognizione sui danni e per valutare le diverse esigenze del territorio nella gestione della fase di emergenza e della successiva ricostruzione.

Una situazione particolare quella abruzzese che ha vissuto in pochi anni due terremoti e con la nostra Provincia che è stata duramente colpita da quello del 24 agosto scorso. In molti Comuni, infatti, si sono registrati molti danni e sfollati che si sono aggiunti a già quelli esistenti. Una sovrapposizione tra i due eventi sismici che è stata evidenziata dai sindaci presenti che hanno prospettato la situazione dei loro Comuni allo stato attuale dei sopralluoghi effettuati affrontando temi importanti come quello della messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati, della sicurezza nelle scuole, della sistemazione autonoma degli sfollati e chiedendo snellezza per i procedimenti di ricostruzione già avviati dopo il 2009.

«È necessario ricostruire e farlo nel modo migliore, con legalità, trasparenza, condivisione in tempi seri e certi», ha affermato Errani. «Vogliamo dare un futuro a questi territori restituendo valore e speranza a chi ci vive, salvaguardando l’identità e i centri storici dei borghi e prospettando tutto in un’ottica di sviluppo. È necessaria un’uniformità di azione tra le quattro Regioni interessate dal sisma e un rapporto continuo e costante tra istituzioni e comunità». Un percorso di ricostruzione nel quale si cercheranno di evitare gli errori del passato. «Tutto ciò di pubblico e privato che è stato danneggiato e viene documentato verrà ricostruito»,– ha dichiarato D’Alfonso. Nei prossimi giorni verrà definito dal Consiglio dei ministri il cratere sismico dopo la proclamazione dello stato di emergenza per sedici Comuni, cinque dei quali abruzzesi. « I danni dei Comuni che non rientreranno nel cratere sismico verranno riconosciuti al pari di quelli del cratere», hanno garantito Errani e Curcio. «Ciò che è necessario», ha concluso Curcio, «è che si esca dalla situazione di emergenza rispettando tempi e norme e si pensi alla prevenzione».

Adele Di Feliciantonio

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