Esami solo tra 9 mesi «E io mi incateno»

14 Marzo 2018

GIULIANOVA. E’ deciso ad incatenarsi sulla recinzione che delimita il piazzale dell’ospedale se non dovesse riuscire a risolvere i problemi della madre ottantatreenne cardiopatica. E’ questa la...

GIULIANOVA. E’ deciso ad incatenarsi sulla recinzione che delimita il piazzale dell’ospedale se non dovesse riuscire a risolvere i problemi della madre ottantatreenne cardiopatica. E’ questa la decisione assunta da Marco Collevecchio, quarantottenne disoccupato residente nel quartiere Annunziata, dopo che ieri mattina si è recato al Cup di via Gramsci dove ha trovato un’amara sorpresa.
All’addetto dello sportello della Asl ha esibito l’impegnativa a firma del medico di base per poter prenotare, per conto della madre, due esami clinici. Visita cardiologica con elettrocardiogramma ed ecocuore: appuntamento per il prossimo mese di dicembre, la risposta. Impossibile prenotare in tempi più ragionevoli sia al l’ospedale di Giulianova che in quelli di Teramo, Atri e Sant’Omero.
Al che Collevecchio ha chiesto: «Ma non esiste altra possibilità?». E gli avrebbero risposto che l’unica via d’uscita sarebbe quella di effettuare tutto a pagamento. In pratica all’uomo è stato proposto di effettuare le prestazioni in “intra moenia”, una possibilità offerta ormai da anni dall’attuale sistema sanitario: il personale esegue le prestazioni fuori dell’orario di lavoro e per questo va pagato.
L’uomo è rimasto di sasso nella consapevolezza di non poter muoversi adeguatamente per aiutare la mamma: «Per diversi anni ho svolto il lavoro di guardia giurata per un’azienda di Teramo che alla fine ha chiuso i battenti. Sono uscito dalla mobilità e attualmente non posso contare su un reddito certo. Solo d’estate riesco a fare qualcosa, ma si tratta sempre di lavori occasionali. Attualmente la mia unica certezza è la pensione che percepisce mia madre che però non consente di poter arrivare a tutto. Anzi spesso dobbiamo rinunciare a molte cose per far quadrare i conti. Se la visita e gli esami a pagamento fossero stati alla nostra portata, non avrei esitato ad accettare la prospettiva proposta. Ma sborsare 150 o 200 euro non possiamo proprio permettercelo. Come non posso accettare il fatto di attendere fino a dicembre per ciò che ho chiesto per mia madre, una donna anziana che ha bisogno di cure ed assistenza. Chiedo che la Asl si metta una mano sulla coscienza e ci consenta di avere una via d’uscita». (al.al.)
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