Esenzioni dai ticket, è il caos I medici: «Va concessa a tutti»

13 Marzo 2017

La delibera della Regione per Teramo capoluogo estende il beneficio solo a chi ha la casa inagibile Core: «L’intera popolazione è danneggiata dal sisma. E poi così non si sa bene come procedere»

TERAMO. E’ tutta una questione di crepe. Chi ha più crepe, e le ha più profonde, ha diritto a una sorta di ristoro del disagio e dello stress causato dal terremoto con l’esenzione dal pagamento del ticket per le medicine.

Uno stress, dunque, direttamente proporzionale ai danni che il terremoto ha fatto alle case. Se la casa è inagibile il cittadino ha diritto all’esenzione, altrimenti paga il ticket. Ma i medici di base non condividono il nesso e contestano la delibera della Regione. Lo fanno per due motivi: uno di ordine morale, l’altro di tipo organizzativo.

«I danni da terremoto non sono solo strutturali, ma sono anche di ordine sociale, economico e sanitario», esordisce Ercole Core, presidente della cooperativa dei medici di medicina generale che opera in tutta la provincia, «il terremoto ha causato ferite profonde alla città di Teramo e ai suoi abitanti. Si sta creando una modificazione profonda dell’assetto sociale ed economico di buona parte della provincia, delle aree interne e del capoluogo in particolare». In sostanza la delibera della Regione che proroga fino al 30 giugno l’esenzione e che ha inserito anche i “nuovi” comuni inseriti nel cratere, per la città di Teramo prevede una sorta di penalizzazione, in linea evidentemente con quella già prevista del famigerato “decreto sisma” del governo. Ad avere diritto all’esenzione sono solo coloro che hanno le case inagibili. «Almeno fino alla fine di giugno ci si aspettava che la Regione riconoscesse la piena presenza di Teramo nel cratere, non che si livellasse verso il basso, disponendo delle limitazioni così evidenti», incalza il medico di base. Limitazioni alla presenza del capoluogo nel cratere contro cui molti teramani hanno manifestato il 2 marzo, con la presenza, peraltro, di diversi rappresentanti della Regione.

Un altro problema è di tipo pratico. «Non si capisce come il paziente accede all’esenzione: con autocertificazione da presentare al medico o in farmacia? C’è un modello? Bisogna esibire al medico che fa la prescrizione l’ordinanza di sgombero? Nella delibera della Regione», precisa Core, «non c’è scritto nulla e noi non sappiamo come procedere, da una settimana a questa parte (da quando cioè è entrata in vigore, ndr). Questa incertezza mette in difficoltà sia i medici che le farmacie. Per il momento i medici accettano un’autocertificazione verbale, ma non vorremmo che un domani debbano essere i medici a rifondere il prezzo del ticket derivante da errate dichiarazioni del paziente». I medici di base temono di dover restituire il prezzo del farmaco eventualmente prescritto a chi ha dichiarato di essere sfollato pur non essendolo.

In effetti sulle esenzioni dal pagamento dei ticket legati al terremoto c’è sempre stata una notevole confusione. «In provincia di Teramo nel 2009 furono sfollati 25mila aquilani, la Asl ha applicato le esenzioni previste ma non le sono state mai rimborsate, ora la Asl teme che neanche questa volta vengano rimborsate dalla Protezione civile» osserva Core. In effetti la partita economica in gioco non è da poco e probabilmente sulla decisione di tagliare fuori dall’esenzione buona parte dei teramani ha pesato non poco l’entità della spesa dei ticket per 56mila abitanti. Basti pensare che il centro più popoloso di quelli a pieno titolo compresi nel cratere, Montorio, conta un nono della popolazione teramana. Anzi, a ben guardare la somma di tutta la popolazione degli altri centri della provincia nel cratere non arriva al totale degli abitanti del capoluogo. Quindi escludere buona parte dei residenti a Teramo si traduce in un bel risparmio.

Qualunque sia la motivazione che ha indotto a considerare i teramani come “terremotati a metà”, il presidente della cooperativa dei medici invita l’ente «a riconsiderare il provvedimento e anche a chiarire come si può accedere a questa esenzione».

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