Esplosivi pericolosi, c’è la super perizia

Incidente probatorio dopo il sequestro di dicembre nella fabbrica dei fuochi d’artificio di Caprafico
TERAMO. Ci sarà una super perizia (disposta dal giudice Marco Procaccini con la formula dell’incidente probatorio) a stabilire il livello di pericolosità dei 17 chili di materiale esplodente tra polvere pirica e fuochi d’artificio sequestrati a dicembre nella fabbrica di fuochi d’artificio di Caprafico, la stessa dove un anno fa ci fu l’esplosione con un operaio morto e uno ferito. Nel dicembre scorso c’è stato il sequestro del materiale disposto dalla Procura che, in quell’occasione, aveva ritenuto le modalità di conservazione altamente pericolose per la pubblica incolumità. Dopo la scoperta del materiale per il titolare dell’azienda, il 71enne imprenditore Elio Di Blasio, scattarono gli arresti domiciliari successivamente revocati dal tribunale del Riesame dell’Aquila che aveva accolto il ricorso della difesa sulle esigenze cautelari.
Intanto è in fase di chiusura l’inchiesta sull’omicidio colposo in cui sono indagati Di Blasio e un altro rappresentante della ditta. Nel febbraio dell’anno scorso nell’area esterna della ditta ci fu la violenta esplosione in cui rimase ucciso il 62enne dipendente Dino Trignani e ferito un altro dipendente di 43 anni. I due dipendenti erano in un’area esterna di prova, a circa 800 metri dallo stabile della ditta, che veniva usata sia per le prove di nuovi prodotti e sia per l’eliminazione degli scarti. Da una prima ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri sembra che Trignani stesse provando dei nuovi fuochi d’artificio e che l’altro dipendente, che aveva la funzione di magazziniere, si trovasse nella zona solamente di passaggio e fosse a distanza.(d.p.)

