Esproprio bloccato da undici anni

21 Settembre 2017

Proprietario cita il Comune ma la causa è ferma: chiesta un’ispezione del Csm

TERAMO. Non sono bastati 11 anni dall'occupazione d'urgenza e sette dall'apertura del contenzioso con il Comune per sbloccare l'esproprio di un'area alla Cona. Il terreno, di proproprietà dell'Immobiliare Gam, è destinato ad accogliere un percorso pedonale di collegamento tra le scuole rientrante nel contratto di quartiere finanziato dalla Regione nel 2005 con cinque milioni di euro. A quel periodo risale l'occupazione d'urgenza dell'appezzamento che però non è mai stato espropriato e di conseguenza pagato al titolare. Al danno economico, calcolato in 300mila euro corrispondenti al valore dell'area, si aggiunge la frustrazione di un giudizio per l'accertamento delle responsablità del Comune che resta in sospeso da sette anni. Nel 2009, infatti, il proprietario dell'immobiliare Gervasio Crosta si è rivolto al giudice per ottenere la somma indicata o la restituzione dell'area, ma senza venire a capo della situazione. «I documenti sono passati da un magistrato all'altro», spiega Crosta, «solo quest'anno ci sono stati tre rinvii consecutivi e nell'ultimo la prossima udienza è stata fissata a 5 febbraio del 2019». Se dovesse perdurare l'inerzia dell'amministrazione, da cui finora non sono arrivati segnali positivi, Crosta dovrà aspettare almeno un altro anno e mezzo per vedere eventualmente riconosciuto il suo diritto. Il proprietario dell'Immobiliare Gam, però, non intende subire passivamente ulteriori ritardi e ha scritto al Csm sollecitando l'invio di un'ispezione in tribunale. «È importante capire se i magistrati sono oberati di lavoro e non possono occuparsi del mio caso», afferma, «o se qualcuno non intende agire nei confronti del Comune». Dagli amministratori comunali, sostiene inoltre Crosta, sarebbero arrivate solo risposte evasive alle sue richieste. Nel frattempo il proprietario dell’immobiliare, oltre a non incassare l'indennizzo, ha perso la possibilità di cedere il terreno a un acquirente che era pronto a rilevarlo. «Il Comune non fa neppure lo sforzo di ripulire l'area che è in totale abbandono», conclude il proprietario, «ma mi richiede il pagamento dell'Imu». Per l'annualità a cavallo tra 2011 e 2012 l'ente ha richiesto a Crosta 1.200 euro. (g.d.m.)