Esproprio da 250mila euro, scambi d’accuse

NERETO. Le beghe giudiziarie del Comune di Nereto per il maxi esproprio preoccupano il palazzo e il consigliere di opposizione, Daniele Laurenzi, tiene a dire che il problema arriva da lontano....
NERETO. Le beghe giudiziarie del Comune di Nereto per il maxi esproprio preoccupano il palazzo e il consigliere di opposizione, Daniele Laurenzi, tiene a dire che il problema arriva da lontano. «Sulla sentenza che condanna il Comune a pagare oltre 250 mila euro per un esproprio nella nuova zona produttiva, occorre precisare che sono cause relative a indennità di espropriazione formalizzate dall'amministrazione precedente a quella dell’ex sindaco Minora. Gli stessi giudizi sono stati incardinati all’epoca dell'amministrazione Moroni (anno 2007). Sulla vertenza di lavoro ex Lsu in giudizio contro l'ente il caso non nacque con l'amministrazione Minora. Con la nostra amministrazione quei contratti a tempo determinato sono andati a naturale scadenza e la legislazione di allora non permetteva la stabilizzazione». Laurenzi osserva che forse prima di quei contratti a termine della durata di tre anni «qualcosa si poteva fare e non si è fatto sia per l'eventuale stabilizzazione che per le differenze salariali richieste dai lavoratori».
La difesa continua, sul bilancio: «malgrado i tagli e l'ingessatura strutturale che l'amministrazione Minora ha ereditato dopo il commissariamento del Comune, è in equilibrio grazie alla nostra sana gestione, al rispetto del patto di stabilità, alla totale assenza di anticipazioni di cassa e alle opere pubbliche realizzate senza indebitamento. Come certifica il voto positivo del riequilibrio e assestamento di bilancio nell' ultimo consiglio comunale da parte della nuova amministrazione del sindaco Di Flavio, che ha così certificato e promosso il bilancio di previsione approvato dall' ex amministrazione Minora», conclude Laurenzi.». (adp)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

