Estorsione a mamma e moglie, condannato

9 Maggio 2019

Martinsicuro, il pescatore salvato in mare dopo 40 ore è stato invece assolto dai maltrattamenti

TERAMO. Era finito a processo con le accuse di maltrattamenti ed estorsione nei confronti della madre e della moglie. Accuse che a gennaio lo avevano fatto finire in carcere e che ieri, al termine del processo davanti al giudice Franco Tetto, hanno retto solo per due episodi di estorsione per i quali Giovanni Amodio, il 35enne marittimo di Martinsicuro che nel mese di ottobre venne recuperato vivo al largo di Pescara dopo 40 ore dal naufragio della sua barca, è stato condannato a due anni e quattro mesi e 800 euro di multa. L’uomo, assistito dagli avvocati Giovanni Battista Quintiliani e Valentina Di Pietro, è stato invece assolto dagli altri episodi estorsivi che gli erano stati contestati e dall’accusa di maltrattamenti. Il giudice ha inoltre accolto la richiesta, avanzata dai legali dell’uomo, della revoca della custodia cautelare in carcere per il 35enne. Misura che è stata sostituita con quella dell’obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri. Il pm Silvia Scamurra, titolare del fascicolo, aveva chiesto la condanna dell’uomo per tutti i capi a tre anni e sei mesi e a 1500 euro di multa.
Amodio era finito in carcere a gennaio al termine di una discussione con la madre. Secondo quanto ricostruito all’epoca al termine di una discussione nata dal diniego della donna di dargli dei soldi l’uomo avrebbe alzato le mani sulla donna per poi cercare di allontanarsi da casa. Ma nel corso del processo sia la madre che la moglie, ascoltate come parti offese, avevano smentito il contenuto dei verbali siglati davanti ai carabinieri in occasione della denuncia, dichiarando al contrario di non essere state mai minacciate di morte né maltrattate. Ieri, prima della discussione, lo stesso Amodio si era sottoposto all’esame dell’imputato, che aveva negato ogni accusa. (a.m.)
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