Estorsione a un artigiano, la coppia finisce in carcere

14 Febbraio 2017

CORROPOLI. Una settimana fa Irene Luciani, 51 anni, originaria di San Benedetto del Tronto ma residente ad Ancarano, e Filippo Capecci, 38 anni, di Spinetoli (Ascoli Piceno), erano stati posti agli...

CORROPOLI. Una settimana fa Irene Luciani, 51 anni, originaria di San Benedetto del Tronto ma residente ad Ancarano, e Filippo Capecci, 38 anni, di Spinetoli (Ascoli Piceno), erano stati posti agli arresti domiciliari per estorsione e ricettazione nei confronti di un artigiano di Corropoli. Ora, per loro, il gip di Teramo ha disposto la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento che ha portato la Luciani nell'istituto penitenziario di Castrogno e Capecci in quello di Marino del Tronto è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Corropoli diretti dal maresciallo Francesco Farinaro e dai colleghi del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Alba Adriatica diretti dal luogotenente Gregorio Camisa. Il loro arresto avvenne quando diedero appuntamento ad un falegname per la restituzione di alcune attrezzature che la settimana prima erano state trafugate dal suo laboratorio. I militari si erano tenuti a debita distanza ma in posizione tale da poter osservare i movimenti dei due per poi intervenire non appena avessero ricevuto il denaro dalle mani del falegname che, ovviamente, si era rivolto prima ai carabinieri per denunciare l'estorsione che di lì a poco si sarebbe concretizzata. Luciani e Capecci erano stati posti agli arresti domiciliari dal pm di Teramo. Ora sono in carcere. Il valore delle attrezzature che erano state trafugate dal laboratorio ammonta a circa tremila e 500 euro. Il materiale era stato ritrovato in un casolare e restituito poi all'artigiano. (adp)