Evento sulla Shoah Il rettore: Rohani parli dei gay impiccati

La Giornata della memoria all’università diventa occasione per affrontare il problema di tutte le discriminazioni
TERAMO. Promuovere il rispetto delle diversità, contro ogni forma di discriminazione, nella “Giornata della memoria”, la ricorrenza internazionale istituita per ricordare la Shoah. Questo l’intento della manifestazione “La parola ebreo”, che si è svolta ieri mattina nell’aula magna dell’ateneo di fronte ad un migliaio di studenti provenienti da tutto l’Abruzzo. «Sotto diverse spoglie, pur nella mitezza dei tempi, quei fenomeni di discriminazione che sono stati alla base della Shoah continuano a operare anche oggi, nell’indifferenza», ha detto il rettore Luciano D’Amico.
Poi, intervenendo sulla visita in Campidoglio del presidente iraniano Hassan Rohani, il rettore si è chiesto perché, invece di pensare a coprire la Venere capitolina, come “gesto di cortesia” verso un capo di Stato straniero, non lo si sia interpellato sull’alto numero di esecuzioni capitali che avvengono in Iran. D’Amico ha fatto proiettare una foto di due ragazzi con la corda al collo e ha detto: «Ciò che trovo scandaloso è non aver fatto vedere a Rohani un’altra immagine di cui bisogna chiedergli conto, ovvero quella di due ragazzi 18enni nel momento in cui vengono impiccati per aver commesso il grave crimine di avere una relazione contraria alla religione».
Al termine del suo intervento, è stata fatta risuonare per la prima volta dopo 72 anni dalla fine della guerra in Abruzzo la sirena anti-aerea che era collocata sul campanile del duomo. In piedi, in completo silenzio, i ragazzi hanno ascoltato in una versione “attutita” quel lungo suono, cupo e lamentoso. La tensione creatasi è stata rotta da un applauso spontaneo. «È buona cosa ricordare nel tempo la Shoah ma, oltre al genocidio degli ebrei, ci sono stati anche altri stermini, che non vanno dimenticati. Non comprendo chi fa del negazionismo o, allo stesso modo, compie atti razzisti», ha detto Marika Di Feliciantonio della 5^ sezione moda dell’Itt “Levi” di Sant’Egidio, affiancata dalle compagne Lucrezia Zucconi e Claudia Quaglia. Tra i numerosi ospiti c'erano anche il portavoce dell’ambasciata d’Israele in Italia, Amit Zarouk, e la scrittrice israeliana Judith Katzir. Quest'ultima, nel sottolineare l'importanza per ogni individuo di assumere un proprio pensiero critico, ha detto: «Solo allora potremo usare in maniera saggia la memoria dell’Olocausto, per fare delle azioni in favore delle minoranze perseguitate e dei rifugiati dei nostri tempi, che sono in crescita, soprattutto in Europa. E, cosa più importante, dobbiamo attuare questo nello Stato di Israele, nel rapporto con i Palestinesi e con le minoranze arabe».
Per la Giornata della memoria, la Provincia ha proiettato in via Comi il film “Storia di una ladra di libri” davanti agli studenti delle superiori, mentre allo Scientifico Delfico si è svolto il progetto “Lib(e)ri Shoah” rivolto ai ragazzi delle terze medie, con la scrittrice Maria Teresa Barnabei. Al liceo classico “Delfico” I, II e III A hanno presentato la parte finale del progetto “Umberto Adamoli. Il podestà che salvò gli ebrei”. L’Anpi e Teramo Nostra hanno apposto una corona sulla lapide per le vittime dei campi di concentramento alla villa comunale. Infine, la prefettura ha organizzato prima la deposizione di una corona di alloro in ricordo del questore Palatucci a Villa Mosca, e poi al museo Savini la consegna delle medaglie d’onore in memoria di Luigi Mascioni e Giuseppe Di Martino, due teramani internati nei campi di concentramento. In serata, al teatro spazio Electa è andato in scena lo spettacolo "Ceneri", curato da"Deposito dei segni" .
Chiara Di Giovannantonio
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