Ex Cirsu, accordo per 29 licenziamenti
Il verbale è stato firmato ieri in Provincia. Di Sabatino: «Epilogo dei tanti errori nella gestione della società pubblica»
TERAMO. Per i 29 dipendenti del Consorzio Stabile Ambiente che lavorano al Cirsu – il consorzio che gestiva la raccolta dei rifiuti nei comuni di Giulianova, Bellante, Roseto, Morro d'Oro, Notaresco e Mosciano – arriva il licenziamento collettivo. L'accordo è stato raggiunto ieri in Provincia, con l'azienda che si è impegnata a titolo di incentivo all'esodo ad erogare ai dipendenti che non si opporranno al licenziamento una somma aggiuntiva. Inoltre, al fine di consentire il completamento di alcune attività, in deroga con quanto previsto dalle norme vigenti in materia e limitatamente ad alcune figure funzionali, i licenziamenti potranno essere intimati anche oltre il termine dei 120 giorni. Nel corso della trattativa, l'azienda ha ribadito come il licenziamento collettivo dei dipendenti impiegati nell'impianto di Grasciano si sia reso necessario in conseguenza della cessazione dell'attività svolta dal Csa nel Polo tecnologico di Grasciano, ora assegnato dal tribunale a un gruppo privato dopo il fallimento.
«Purtroppo è un epilogo negativo di una situane che si trascina da molto tempo», è il commento del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, che ha sottoscritto il verbale di accordo per i licenziamenti con i rappresentanti del Csa e dei sindacati. «Nella gestione del Cirsu», aggiunge, «ci sono stati degli errori. Il fallimento di una società pubblica è sicuramente un dato molto particolare. In questo caso, davanti al fallimento di una società che aveva anche prospettive di crescita per un invaso e un’impiantistica che poteva dare risposte non solo al territorio provinciale mi pare evidente che problemi di gestione ci siano stati». Adesso Di Sabatino si aspetta che «quel polo possa tornare in vita nel più breve tempo possibile perché possa dare una risposta alle esigenze del nostro territorio per la raccolta dei rifiuti e nel contempo dare una risposta ai 29 lavoratori che sono usciti dal ciclo produttivo e anche a quali che sono usciti in precedenza».
Il licenziamento dei 29 lavoratori ex Cirsu è stato anche l’oggetto di un ordine del giorno presentato nel consiglio comunale di Giulianova, che si è svolto ieri, dal gruppo Il Cittadino governante, rapprensetato da Franco Arboretti. Il documento però non è stato approvato perché una frase contenuta nel testo – «ben poco hanno fatto le amministrazioni comunali coinvolte» – non è piaciuta alla maggioranza che l’ha ritenuta un attacco ingiustificato. «Le premesse dell’odg sono giuste», ha dichiarato il sindaco Francesco Mastromauro, «perché riguardano la salvaguardia dei posti di lavoro, ma non è accettabile che ci si dica che dal 2009 noi non ci siamo battuti per il recupero del Polo tecnologico Cirsu al pubblico, né tantomeno che ci siamo disinteressati dei lavoratori. Tanto è vero che abbiamo salvaguardato 40 posti di lavoro quando ci fu il fallimento di Sogesa braccio operativo del consorzio. Il diniego di Arboretti di voler eliminare quel passaggio ha determinato il voto contrario. Peccato, è stata persa una bella occasione per unire le forze». (red.te.)
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