Ex fornace Catarra al Comune: riparte la trattativa con i privati

ROSETO. «È necessario riavviare i discorsi sul recupero delle ex fornaci Branella e Catarra, poste in due zone nevralgiche del centro cittadino, anche per realizzare parcheggi pubblici». È il...
ROSETO. «È necessario riavviare i discorsi sul recupero delle ex fornaci Branella e Catarra, poste in due zone nevralgiche del centro cittadino, anche per realizzare parcheggi pubblici». È il pensiero del consigliere di maggioranza e presidente della commissione urbanistica Enio Pavone che, da sindaco, nel 2013 avviò trattative con l’impresa Adriatica spa di Grottammare (nel 2004 acquisì l’area ex Catarra) e anche con la famiglia Branella per riqualificare le due zone, da anni in degrado. Con la fine del suo mandato però il dialogo si è interrotto e durante la precedente amministrazione è stato fatto poco o nulla in merito. C'è anche l’ex fornace Diodoro, ma più a nord. Molti anni fa l’impresa Adriatica Spa di Grottammare aveva presentato un progetto al Comune con l’obiettivo di realizzare nuove costruzioni al posto dei fatiscenti capannoni.
La ditta ha acquistato dunque nel 2004 l’area in questione, sulla quale vanta un diritto edificatorio di 44mila metri quadrati. Tre anni dopo, sulla base di indirizzi dettati dalla giunta di allora e dalla Provincia, l’azienda marchigiana ha presentato un “accordo di programma per l’attuazione del piano integrato di intervento”, che comprendeva anche il progetto per la realizzazione in quella stessa zona del nuovo polo liceale Saffo. In una seconda fase si era parlato anche di realizzarvi un edificio che potesse contenere gli ambulatori del vicino distretto sanitario di base, attualmente ospitato in una struttura del Comune in via Adriatica. Se fino a 20 anni fa la zona era considerata periferia, ora l’ex fornace si trova in un quartiere residenziale e a ridosso dell’area c’è anche un poliambulatorio privato dove si effettuano prestazioni mediche e analisi del sangue. Venti anni fa circa l’ex fornace, già abbandonata, fu teatro di un terribile incidente in cui perse la vita un ragazzo cadendo dal soffitto di uno dei capannoni che si sfondò sotto il suo peso.
Vicino all’ex fornace c’è anche il liceo Saffo, per il quale da anni ormai i vari dirigenti scolastici, insegnanti e studenti chiedono un polo unico: attualmente infatti è ancora dislocato in cinque edifici sul territorio con disagi per tutti. Sul Saffo c’è un discorso avviato tra lo stesso Pavone, in veste di consigliere provinciale, i rappresentanti degli studenti e il consiglio d’istituto, per individuare la soluzione migliore per il nuovo polo liceale unico. Luca Venanzi

