Ex manicomio, c’è il progetto: «L’appalto all’inizio dell’anno»

Sbloccato il mega intervento da circa 70 milioni con la riconsegna della documentazione all’ateneo Corsi: «Entro febbraio, salvo imprevisti, l’avvio della gara europea per il cantiere del primo lotto»
TERAMO. Il progetto c’è, i fondi sono tornati e per l’inizio del nuovo anno partirà anche l’appalto. Sono le mosse che riassumono la svolta sul progetto di recupero dell’ex ospedale psichiatrico. Il mega intervento, da circa 70 milioni, negli ultimi due anni ha segnato il passo, ma ormai è pronto per essere tradotto in una realtà destinata a cambiare il volto del centro storico e a delineare i contorni della vocazione della città.
IL PUNTO DI SVOLTA
Così almeno interpreta il progetto, che nella fase attuativa è diviso in due lotti operativi, il preside della facoltà di Scienze della Comunicazione Christian Corsi, delegato dal rettore Dino Mastrocola a seguire la procedura affidata a suo tempo dalla Regione all’università in applicazione del Masterplan. «Ci è stato riconsegnato il progetto definitivo ed esecutivo dell’opera», spiega il docente, «e questo rappresenta un risultato eccezionale perché ci permette di avviare le fasi successive». I documenti che definiscono l’intervento vanno sottoposti a validazione e una volta completato anche questo passaggio l’ateneo potrà emettere il bando europeo per l’appalto del primo lotto da 35 milioni di euro. Il cronoprogramma fissa, al netto di imprevisti, per i primi mesi del 2022 l’avvio della procedura che culminerà con l’apertura del cantiere. «Entro febbraio dovremmo arrivare a questo ulteriore obiettivo», sottolinea Corsi che, comunque, preferisce mantenere un margine di prudenza sulla tempistica dell’intervento, «e concretizzerà il grande lavoro fatto finora per recuperare il tempo perso negli ultimi due anni». Entrerà così nel vivo un’operazione che, tiene a precisare il preside, segnerà non solo il futuro dell’ateneo, ma anche quello della città.
IL PRIMO LOTTO
In appalto andrà la parte del progetto che interessa la realizzazione della nuova sede di Scienze della comunicazione. «È un passo dal significato profondo», osserva Corsi, «perché riporta l’ateneo in centro storico e definisce la vocazione universitaria della città». Il nuovo polo didattico, fulcro della nascente “cittadella della cultura”, sarà dotato di biblioteche, sale lettura e altri spazi a disposizione degli studenti e della cittadinanza. «Ci saranno anche laboratori dedicati a cinema, teatro e altre attività culturali», spiega il preside, «che immagino attrattivi e capaci di generare economia per la città».
LA RICERCA DEI FONDI
Il primo lotto dell’intervento è stato sbloccato anche grazie alla rinnovata disponibilità dei fondi regionali che, nel pieno della pandemia, erano stati temporaneamente destinati alle esigenze create dalla fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Corsi e la sua squadra sono al lavoro anche per reperire la parte restante delle risorse, circa 33 milioni di euro, necessarie al completamento dell’opera. «Ci stiamo già muovendo su questo fronte», spiega il preside di Scienze della comunicazione, «perché se aspettassimo uno o due anni, arriveremmo troppo tardi». La ricerca, insomma, è in pieno sviluppo. «Troveremo il canale di finanziamento più idoneo», conclude Corsi, «e il Pnrr può essere una soluzione».
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