Ex Migliori-Longari, quattro condanne

Giulianova: sei mesi a tre costruttori e un ex dirigente comunale accusati di abuso edilizio nella costruzione di palazzine
GIULIANOVA. Sono finiti a processo per un presunto abuso edilizio nella costruzione di quattro palazzine nell’area ex Migliori Longari di Giulianova. Ed è con questa accusa che tre costruttori e un ex dirigente del Comune di Giulianova sono stati condannati in primo grado a sei mesi ciascuno e a 20mila euro di ammenda (pena sospesa).
Ieri mattina il giudice Enrico Pompei ha emesso la sentenza per i fratelli Valentino, Maurizio ed Albano Piergallini, tutti di Martinsicuro e titolari di una nota impresa di costruzioni, che avevano realizzato i quattro edifici nell'area ex Migliori Longari, e dell'ex dirigente dell’ufficio urbanistico comunale Roberto Olivieri.
Nessuna lottizzazione abusiva: quindi niente confisca o demolizione delle palazzine nel frattempo già vendute e consegnate agli attuali proprietari. La difesa (rappresentata dagli avvocati Guglielmo Marconi e Gabriele Rapali) ha preannunciato ricorso in appello una volta conosciute le motivazioni della sentenza di primo grado.
La vicenda per la quale i quattro erano finiti a processo risale ad alcuni anni fa, quando la procura aprì un'inchiesta sulla realizzazione di quattro palazzine nell'area incriminata dopo un esposto presentato dall'associazione Il cittadino governante che denunciava irregolarità.
L'indagine, inizialmente portata avanti dal pm Bruno Auriemma e successivamedal sostituto procuratore Irene Scordamaglia, all'epoca portò la procura ad iscrivere ben 14 persone nel registro degli indagati: tra questi dieci consiglieri comunali che nel 2007 avevano votato a favore della realizzazione delle quattro palazzine, tutti accusati di abuso d'ufficio, la cui posizione è stata poi archiviata nel novembre del 2013 dopo la richiesta della procura.
Diverso, invece, il destino dei costruttori e dell’ ex dirigente comunale per i quali nel 2013 è arrivata la citazione diretta a giudizio per abuso edilizio fino al processo concluso ieri mattina con la sentenza di condanna di primo grado.
Secondo l'accusa i tre costruttori e l'ex dirigente comunale, ognuno in base alle proprie posizioni, non avrebbero rispettato tutta una serie di prescrizioni relative alla tutela del paesaggio collinare a ridosso degli edifici realizzati nell’area a ridosso di piazza Della Chiesa: in pratica i quattro fabbricati sarebbero stati traslati verso il lato ovest del lotto, più in prossimità della collina, in una zona dove le prescrizioni stabilite dal comitato dei beni ambientali nel 2006 e recepite dal Comune non consentivano l'edificazione.(d.p.)
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