Ex Monti, il Comune incerto se chiedere il risarcimento danni

Roseto, a giorni c’è l’udienza per il presunto abuso edilizio L’ente deve costituirsi parte civile ma ancora non decide
ROSETO. «Perché il Comune di Roseto non si costituisce parte civile nella vicenda del Prusst della ex Monti?». A chiederlo è Alberto Rapagnà, da una cui denuncia è partita l’indagine della Procura per la quale è stata fissata il 23 ottobre l’udienza preliminare. L’inchiesta è partita nel 2007, da esposto del costruttore rosetano Rapagnà, il quale sostiene che gli edifici siano più alti di quanto avrebbero potuto essere, pertanto la superficie realizzata in eccesso rispetto al lecito sarebbe abusiva. Seguirono due richieste di archiviazione da parte della Procura e altrettante opposizioni da parte di Rapagnà. Furono ordinate nuove indagini, poi il gip Giovanni De Rensis nel novembre 2011 rimise gli atti nelle mani della Procura. Nel febbraio 2012 scattò un blitz della polizia giudiziaria negli uffici tecnici del Comune per sequestrare il carteggio relativo al Prusst dell’ex Monti. Il passo successivo è stato l’operazione della Forestale, i cui agenti hanno apposto i sigilli agli attici ritenuti non conformi. Questa è la vicenda giudiziaria per cui tra qualche giorno il gup dovrà decidere se archiviare o rinviare a giudizio i sette indagati (il costruttore Giovanni Lucidi, il direttore dei lavori Tito Rocci, i tecnici comunali Lorenzo Patacchini, Mario Di Nicola e Miranda Saponaro, il tecnico progettista Mauro Torzolini e un privato acquirente di un appartamento, Paolo De Gregorio, gli ultimi due accusati di falso).
A margine dell’aspetto penale c’è il risvolto civile cui fa riferimento Rapagnà, in quanto il Comune dovrebbe costituirsi parte civile contro la società costruttrice per poter acquisire a patrimonio pubblico un bene derivante da un presunto abuso che non può essere sanato. Un passaggio obbligato, quindi, che però al momento il Comune non sembra orientato a intraprendere. «A tutt’oggi», denuncia infatti Rapagnà, «il sindaco di Roseto non ha ancora proceduto a incaricare un legale per formalizzare la richiesta di costituzione parte civile, benché sollecitato dal sottoscritto con una missiva alla quale non ha dato alcun riscontro. Infatti, il Comune è tenuto a costituirsi parte civile nell’instaurante processo poiché, se ciò non avvenisse, gli amministratori dovrebbero rendere conto alla Corte dei conti di tale volontà attraverso un atto deliberativo che giustifichi perché non si sono costituiti». Rapagnà ha una sua precisa ipotesi sulla mancata costituzione da parte del Comune. «Sussistono argomenti e motivazioni con risvolti prevedibili che sono alla luce del sole», sostiene infatti il professionista rosetano, «cioè che il sindaco ha legittimamente acquistato un appartamento in una palazzina oggetto di lottizzazione abusiva, mentre l’opposizione non solleva la problematica della obbligatorietà della costituzione parte civile forse perché anche l’ex amministratore Antonio Frattari ha acquistato, anch’esso legittimamente fino a prova contraria, un appartamento sempre in una delle palazzine in questione».
Intanto all’interno della maggioranza è aperto il dibattito sull’opportunità o meno di costituzione parte civile del Comune, con alcuni esponenti che hanno già espresso parere favorevole.
Federico Centola
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