Ex psichiatrico e ospedale unico due tappe del futuro di Teramo

23 Ottobre 2016

Gli Stati generali della cultura si chiudono con un dibattito tra cariche istituzionali sui grandi progetti Botta e risposta D’Amico-Brucchi sulla cabinovia. D’Alfonso: «Troverò i soldi per il teatro romano»

TERAMO. Gli Stati generali della cultura chiudono i battenti con un confronto su alcuni temi caldi per il futuro della città. Ne sono stati protagonisti, ieri pomeriggio, nella sala sotterranea di piazza Garibaldi, i vertici delle principali istituzioni teramane, provinciali e regionali con un dibattito che si è soffermato su questioni di valenza generale. Dopo l'intervento dell'assessore Marco Chiarini che, senza rinunciare a venature polemiche, ha ripercorso le tappe dell'evento riassumendone i risultati positivi, sono entrati i progetti strategici.

A cominciare dal recupero dell'ex manicomio su cui spesso insiste il governatore Luciano D'Alfonso nelle sue incursioni teramane. E' proprio lui ad annunciare dall'ipogeo l'imminente cantierizzazione dell'intervento che riporterà in vita l'enorme complesso edilizio in cui operava "la più grande azienda dell'epoca". D'Alfonso sottolinea le profonde radici culturali di Teramo e annuncia un "capolavoro" che deriverà dal recupero dell'ex Psichiatrico. «Ospiterà il meglio della tradizione universitaria», spiega, «darà il cognome a questa città». Le sue parole fanno il paio con quelle del rettore Luciano D'Amico che ricorda il progetto di collocazione nell'ex manicomio della facoltà di Scienze della comunicazione e del nascituro Dams, il Dipartimento di arti, musica e spettacolo. «Questo vuol dire che lì ci saranno il laboratorio teatrale, la videoteca e l'auditorium», evidenzia, «di cui l'ateneo pagherà le bollette ma che apparterranno alla collettività teramana». La scelta di trasferire in quella zona un «pezzo dell'università», precisa il rettore, non è stata necessitata o casuale: «A Coste Sant'Agostino ormai stiamo bene, l'abbiamo fatta come gesto di disponibilità e di ulteriore apertura nei confronti della città». Una sollecitazione a D'Alfonso arriva anche dal sindaco Maurizio Brucchi che gli ricorda l'impegno della Regione a stanziare 1,5 milioni di euro per completare il recupero del teatro romano. Il governatore non spreca l'assist e assicura che farà «anche questa parte». I soldi, insomma, arriveranno e D'Alfonso si dice «pronto ad affrontare le irregolarità necessarie per raggiungere i risultati».

A fare scintille, pur senza intaccare la pacatezza ispirata dal contesto, è il botta e risposta tra Brucchi e D'Amico sul progetto della cabinovia, inserito nel Masterplan della Regione per potenziare i collegamenti tra il centro e il campus universitario. Il sindaco accenna alle perplessità esistenti sull'intervento e il rettore non fa finta di niente. Ricorda che nessun dubbio ha accompagnato la realizzazione della cabinovia ai Prati di Tivo e lancia una provocazione culturale. «E' come dicessimo a un giovane», sintetizza, «se vuoi andare a sciare, non c'è problema ma se vuoi andare studiare, allora dobbiamo vedere». Dopo la stilettata il rettore loda Brucchi per l'idea di creare nell'ex ospedaletto di via Taraschi l'Accademia della cucina teramana, ma il sindaco non rinuncia alla replica: «Dico solo che la città deve partecipare a una scelta così importante, poi stabiliremo che la cabinovia è fondamentale».

Al ruolo di Teramo come capoluogo fa riferimento, invece, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino che auspica un «sistema culturale collegato ad altri settori come i servizi e il commercio». Secondo lui bisogna «riportare le persone in città soprattutto durante i fine settimana» attraverso iniziative sinergiche che coinvolgano il territorio. Di Sabatino però lancia anche una provocazione alla politica evidenziando che «l'assessore alla cultura non può essere una figura residuale nella giunta». Lo sviluppo culturale declinato nella sanità pubblica, per il direttore generale della Asl Roberto Faganano, si sostanzia nell'ospedale unico provinciale. «Una struttura che coniughi un'ottima ospitalità alberghiera, con trasporti adeguati, servizi efficienti e tecnologie all'avanguardia non per il presente ma per il futuro», auspica, «che generi anche economia e punti a migliorare superando i campanilismi». Per il parlamentare Paolo Tancredi le iniziative culturali vanno finanziate, ma «devono essere in grado di sostenersi e portare valore», secondo la presidente della fondazione Tercas Enrica Salvatore è «fondamentale il lavoro in rete» per dare maggiore efficacia agli investimenti nella cultura. Il presidente del parco Gran Sasso-Laga Tommaso Navarra richiama la necessità di non disperdere i tratti identitari del territorio guardandolo «in un'ottica più ampia». Le conclusioni sono affidate a Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta: non basta chiedere più soldi «ma è necessario anche porsi domande sull'efficienza della cultura».

Gennaro Della Monica

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