«Ex Sadam, non c’è niente da trattare»

27 Agosto 2018

Il sindaco: il futuro di quell’area e dell’ex Foma è già deciso, si tratta solo di adeguare il piano migliorandolo

GIULIANOVA. Per il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro gli innumerevoli interventi di forze politiche e associative registrati negli ultimi giorni sull'area ex Sadam «tradiscono scarsa conoscenza della questione sia in punto urbanistico che amministrativo». Il primo cittadino ha inviato una lunga nota al Centro nella quale tiene a chiarire innanzitutto che «il futuro di quell'area e dell'area immediatamente a sud, ex Foma, di estensione complessiva pari a circa 8 ettari, è già stato deciso dal consiglio comunale sovrano, da ultimo e definitivamente quando nel 2010 approvò il piano di recupero in forza del quale nel 2012 venne sottoscritta la convenzione fra l’amministrazione comunale e la proprietà. Questo, peraltro», specifica, «al termine di un lungo dibattito in città, in commissione e in consiglio, prolungatosi nei 10 anni precedenti».
Mastromauro non ha dubbi: «L’area diventerà un nuovo e moderno quartiere il cui 50% sarà destinato a verde attrezzato. Ricordo, peraltro, che in forza di tali decisioni consiliari la proprietà dell'area ex Sadam, dopo aver bonificato, ha già realizzato il primo lotto e quella dell'ex Foma, dopo aver bonificato, inizierà in autunno a costruire». Quindi, puntualizza il sindaco, «non si tratta di "decidere o scegliere" nulla. Bensì, solo di approvare una "variante migliorativa" per il Comune che riguarda i lotti ancora da realizzare del piano di recupero ex Sadam approvato dal consiglio comunale nel 2010, che inerisce esclusivamente due aspetti: rinuncia della proprietà alla realizzazione del cosiddetto grattacielo di 50 metri e ai relativi volumi; prendere atto della impossibilità tecnica, attestata dai tecnici comunali, di procedere con il recupero dello scheletro dell'edificio industriale, perché pericoloso e già oggetto di diversi distacchi di materiale edilizio, e nel contempo autorizzarne l'abbattimento con la realizzazione di un edificio nuovo in linea con le norme antisismiche ove ubicare il teatro da 450 posti a fruizione pubblica (che la città non ha mai avuto) e la farmacia comunale».
Dunque, per Mastromauro c’è solo «una interlocuzione con il privato attuatore per migliorare lo strumento attuativo, adeguarlo alle esigenze tecniche sopravvenute e accelerare la realizzazione delle opere residue, rimodulandone la tempistica». Oltre al teatro, ricorda il sindaco, il piano prevede: «piazza di 4800 metri fronte teatro, via Trieste e via Sardegna; locale di 150 metri dove ubicare la farmacia comunale; riqualificazione delle vie Trieste e Sardegna con i 790mila euro di plusvalore che la proprietà deve versare al Comune; 50% dell'area adibita a verde pubblico attrezzato, omogeneamente e in continuità con quanto verrà realizzato nell'area ex Foma; pista ciclabile, e tanto altro ancora. Tutti risultati già acquisiti», sottolinea, «e che non sono in alcun modo trattabili, come ho avuto modo di spiegare alla proprietà, anche alla presenza dei rappresentanti dei gruppi consiliari di maggioranza e del presidente della commissione urbanistica, il 7 agosto scorso. In quella sede, peraltro, ho anche ribadito alla proprietà che non ho nessuna intenzione di confrontarmi, e neppure di parlare, della proposta ex adverso avanzata di destinare a parcheggio parte della piazza da realizzare su via Trieste, dinanzi al teatro».
Quanto alla fideiussione a garanzia della realizzazione delle opere di urbanizzazione, prevista dalla convenzione, per il sindaco «è chiaro che viene escussa solo nel caso di inadempienza da parte del privato». Ma Mastromauro, contrariamente a quanto sostengono Linea Retta e Lega, ritiene preferibile interloquire «con chi deve attuare lo strumento urbanistico realizzando gli interventi a vantaggio della comunità in esso previsti, riservandosi, solo quale extrema ratio, lo strumento della controversia legale (con la escussione fideiussoria) che rischierebbe di bloccare per altri venti anni lo sviluppo di quell'area».
Mastromauro conclude: «A questo ho lavorato con impegno e dedizione per almeno un decennio insieme ai miei collaboratori e non permetterò ad alcuno di vanificare e rovinare una delle più importanti conquiste che la città ha ottenuto negli ultimi decenni».
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