Ex Sadam pericolante edificio da demolire

GIULIANOVA. Martedì prossimo in maggioranza approderà la variante proposta dalla società Skyline per il recupero della zona dell’ex Sadam. La novità è che la società ha fatto fare un indagine statica...
GIULIANOVA. Martedì prossimo in maggioranza approderà la variante proposta dalla società Skyline per il recupero della zona dell’ex Sadam. La novità è che la società ha fatto fare un indagine statica sulla ex fabbrica di zucchero che, nel progetto iniziale, doveva essere ristrutturata e trasformata in teatro: dalle indagini è emerso che il fabbricato è instabile, anche a causa delle forti scosse di terremoto che ne hanno minato ancor di più la struttura. La società proprietaria dell’area, quindi, sarebbe intenzionata ad abbattere il rudere, denominato «archeologia industriale» nello schema di convenzione con il Comune di Giulianova stipulato all’inizio dei lavori, e ricostruirlo ex novo. Il nuovo manufatto sarebbe comunque adibito a teatro, con 400 posti a sedere, al primo piano mentre, a piano terra, andrebbero le attività commerciali, tra cui anche la farmacia comunale. Il teatro, secondo le trattative sottoscritte, sarà a disposizione del Comune per 100 giorni all’anno. Inoltre, la società rinuncerebbe alla costruzione di un palazzo di 50 metri di lunghezza che sarebbe andato a ostruire la prospettiva verso il mare, il cosiddetto “cannocchiale verde”, un colpo d’occhio che parte dal nuovo quartiere e va a finire al mare. All’amministrazione comunale spetterà dunque far verificare la perizia di parte fatta dalla Skyline per quanto riguarda l’ex fabbrica e far sapere se accettare o meno la proposta dei proprietari, anche se non sembrano esserci vincoli di sorta o motivazioni per esprimere un diniego alla proposta. Dal 2014, quando fu inaugurato il primo lotto di quello che dovrebbe diventare un nuovo quartiere cittadino, non ci sono stati grandi passi in avanti. Sono stati affittati i due grandi locali commerciali, mentre per gli appartamenti le vendite stentano a decollare, complice anche l’incertezza economica del momento. (m.t.)
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