Ex sardellificio, è allarme per l’amianto

L’enorme copertura in eternit preoccupa i residenti. L’assessore Ruffini: presto controlli con un drone
GIULIANOVA . C’è preoccupazione nella zona sud della città per una forte presenza di amianto sul tetto di un’industria ittica dismessa. Sotto la lente dei residenti c’è il grande capannone dell’ex sardellificio Bonarrigo realizzato negli anni ’50 del secolo scorso, quando il porto di Giulianova era annoverato a livello nazionale al secondo posto per la pesca del pesce azzurro. Altri tempi, quando la flottiglia peschereccia era nelle mani di armatori giuliesi e della provincia di Teramo. Proprio da Giulianova partivano giornalmente decine di autoarticolati per la Spagna carichi di pesce e vongole. In quegli anni del boom economico altre aziende come lo zuccherificio Sadam, Foma, Acciaierie del Sud, Sardal ed altre realtà industriali tutte ubicate a poche centinaia di metri e completamente cessate per cause diverse con gravi ripercussioni sull’occupazione.
Del mitico sardellificio Bonarrigo, che negli anni, dopo lo stop dell’attività produttiva, ha ospitato in tempi diversi un supermercato, un locale notturno, un negozio di abbigliamento per bambini ed uno di ferramenta, rimangono solo le mura ed una enorme copertura in eternit che si sta sbriciolando con dispersione delle polveri nel quartiere in relazione ai venti.
L’assessore all’ambiente Fabio Ruffini è a conoscenza della problematica e sottolinea: “All’ufficio Ambiente abbiamo istituito un settore proprio per far fronte al discorso amianto ed alle segnalazioni dei cittadini. Ma le nostre intenzioni a breve andranno oltre. Infatti, a settembre partirà un monitoraggio aereo con l’ausilio di un drone in modo da avere un quadro certo sulla presenza di amianto sui tetti della città. A quel punto inviteremo i vari proprietari a provvedere alle relative bonifiche come prevede la legge». (al. al.)
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