Ex scuola Febbo, Luzii denuncia irregolarità

Per il consigliere di minoranza «violato il regolamento». L’assessore Falini: «È tutto in regola»
TERAMO. A poche ore dall'inaugurazione della ex scuola Carlo Febbo di San Nicolò, l'opposizione monta la polemica sulle modalità con le quali sarebbe stata assegnata la gestione dell'edificio ad alcune associazioni.
A sollevare perplessità sul rispetto del regolamento comunale sulla partecipazione è il consigliere comunale Giovanni Luzii (Cittadini in Comune) che ritiene poco trasparenti le procedure adottate dall'amministrazione nell'assegnazione degli spazi dell'ex scuola che oggi alle 17 vedrà l'intitolazione del parco adiacente ad Ernino D'Agostino, compianto presidente della Provincia, e subito dopo l'inaugurazione dell'edificio riqualificato dopo oltre un decennio di abbandono. La scuola sarà centro multiculturale “CaFè”, con aree destinate ad attività ludiche, culturali, sportive e ricreative messe in campo da dieci associazioni costituitesi in Ats. Il nuovo centro sarà aperto a tutti e mira a diventare luogo di aggregazione e inclusione.
Ma per Luzii ci sono anomalie, anche sulla tempistica: «Il 4 ottobre scorso, cioè con alcuni giorni di ritardo rispetto agli inviti e alle locandine già predisposte dal Comune per procedere all’inaugurazione, la giunta ha approvato una delibera finalizzata ad adottare la proposta di Patto di collaborazione avente ad oggetto la realizzazione del progetto denominato Spazio Multiculturale Ca.Fè.”», scrive Luzii aggiungendo che «ciò che è più grave è che la delibera viola palesemente numerosi articoli del regolamento». Polemiche che non scalfiscono l'entusiasmo degli amministratori: «Tutto è stato fatto nel pieno rispetto del regolamento, dopo dialoghi con le associazioni andate avanti per mesi. Siamo sereni ed abbiamo agito per la Carlo Febbo come per la casa della legalità confiscata alla criminalità e di recente affidata ad alcune associazioni», spiega l'assessore alla partecipazione Sara Falini, «abbiamo ricevuto una proposta di gestione, l'abbiamo pubblicata sul sito del Comune affinché sia conosciuta da altre associazioni interessate, e quando sarà sottoscritto il patto di collaborazione potranno partire le attività. L'immobile è del Comune, una parte verrà destinata ad uffici comunali, un'altra sarà cogestita con le associazioni». Sulle critiche sollevate dall'opposizione anche sugli arredi spiega: «Sono di proprietà comunale, molti frutto di donazioni di privati e aziende che hanno sposato con entusiasmo il progetto. Siamo sereni e certi di aver raggiunto un grande traguardo per San Nicolò e per tutta la comunità teramana».(red.te)
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