Ex scuola venduta alla ditta Giaro Lo scontro finisce in Cassazione

Fallisce il tentativo di mediazione tra Comune e impresa acquirente dopo le prime due sentenze La società contesta la mancata indicazione di un vincolo posto dalla Soprintendenza sull’immobile
GIULIANOVA. Finisce in Cassazione il contenzioso per il recupero dell’ex scuola Acquaviva, tra la ditta Giaro Componenti e la società municipalizzata Giulianova Patrimonio. L’immobile, situato in pieno centro su viale Orsini, fu acquistato a giugno del 2010, per un importo di 2,51 milioni di euro, dalla ditta che fa capo all’imprenditore pinetese Arangiaro. La vicenda risale al 2005 quando il Comune, nell’intento di reperire risorse per il pagamento di espropri risalenti agli anni ‘80, ha ceduto alla società di cui è socio unico immobili, come l’ex mercato coperto e l’edificio che ospitava l’ex scuola Acquaviva.
Il contenzioso nacque a seguito di alcune trattative avvitate dopo la cessione del fabbricato, a causa di un vincolo sulle facciate posto dalla Soprintendenza di cui la società pinetese non sarebbe stata informata. La Giaro Componenti, preso atto delle prescrizioni che precludevano possibilità edificatorie diverse dal progetto presentato, che mirava alla realizzazione di una palazzina con destinazione residenziale, ha deciso quindi di citare in giudizio il Comune, la Giulianova Patrimonio e anche la Soprintendenza. Nel 2019, la pronuncia del tribunale aquilano in primo grado ha annullato l’atto di compravendita riguardante l’ex scuola, condannando la società municipalizzata alla restituzione della somma stanziata dalla ditta acquirente. Lo scorso settembre anche la Corte d’appello aquilana ha confermato la sentenza che ha annullato l’acquisto, negando comunque il risarcimento ai privati. L’amministrazione comunale, preso atto della complessità della vicenda e dei pronunciamenti sfavorevoli, subito dopo la decisione della Corte d’appello ha intavolato una nuova trattativa con la ditta pinetese che però non è andata a buon fine. «Non è stato possibile trovare un accordo tra i legali di tutte le parti in causa», riferisce l’assessore alle società partecipate Paolo Giorgini, «per cui il Comune sarà chiamato ancora una volta a difendersi, questa volta in Cassazione, presentando un controricorso. Il desiderio resta sempre quello di riuscire a trovare un’intesa con la ditta Giaro, per eventuali compensazioni». La causa «stante la complessità, rilevanza, e risalenza della vicenda», come si legge nella determinazione dirigenziale, è stata affidata dall’ente all’avvocato teramano Luca Scarpantoni, ritenuto un figura con requisiti ed esperienza professionale adeguati per la risoluzione della controversia.
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