Ex Villeroy, il quartiere chiede garanzie

Il presidente del comitato: la riqualificazione degli ex capannoni necessita di una pianificazione attenta sulla viabilità
TERAMO. L’intervento è di quelli a cui non si può dire di no. Il comitato di quartiere della Gammarana, però, chiede garanzie e una «pianificazione d’insieme» legata alla riqualificazione dell’ampia parte dell’ex Villeroy. Le richieste attengono soprattutto alla viabilità interna e al prevedibile aumento esponenziale dei volumi di traffico una volta che sarà realizzato il progetto del gruppo Gabrielli e del consorzio bellantese “Abitare Abruzzo” che trasformerà in 53mila metri quadri degli ex capannoni acquistati all’asta in un moderno polo commerciale, residenziale e direzionale. A farsi portavoce delle sollecitazioni rivolte al Comune e il presidente del comitato civico Alfonso Marcozzi. «Non si tratta di ostacolare o bloccare un intervento importante che tra l’altro è di natura privata», spiega, «ma di valutarne l’impatto considerando anche altri progetti in corso».
In quella zona è in allestimento anche il nuovo centro operativo di Globo. La presenza anche dell’impermercato Oasi, forse di un McDonalds, di una palestra e sicuramente di uffici e circa cento appartamenti rientrati nella soluzione prospettata da Gabrielli e “Abitare Abruzzo” lascia aperti interrogativi sopratutto sulla circolazione. «Chi dovesse arrivare dallo svincolo del Lotto zero una volta uscito dal nuovo polo dovrebbe fare il giro di tutto il quartiere per tornare verso il centro», evidenzia Marcozzi, «immettendosi sulla rotondicchia all’incrocio con ponte San Ferdinando che già adesso è inadeguata per i volumi di traffico che provengono dalla Gammarana». Una soluzione, già messa sul tavolo nel confronto tra il sindaco Gianguido D’Alberto e i proponenti dell’intervento, è quella di creare una bretella di collegamento diretto tra l’ex Villeroy e la Teramo-mare sfruttando una vecchia stradina già esistente. «Si tratta di un’ipotesi che abbiamo già prospettato quando si doveva realizzare lo svincolo», ricorda il presidente del comitato civico, «e che consentirebbe uno sbocco verso il Lotto zero senza appesantire la circolazione nel quartiere». La valutazione deve però abbracciare anche gli spazi verdi indicati nel progetto. «Devono essere funzionali e connessi al quartiere», osserva Marcozzi, «senza confinarli nelle parti più scoscese e quasi inaccessibili dell’area interessata». Il presidente fa riferimento a «volumi che attualmente sono buttati là sulla carta» e per i quali sarebbero opportuni approfondimenti in sede di progettazione definitiva. Come, secondo lui, merita attenzione la qualità architettonica dell’intervento con la conservazione della memoria storica dei capannoni.
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