«Ex Villeroy, poco chiari gli scambi di terreni»

24 Aprile 2015

TERAMO. Forti perplessità sulle modalità di scambio, sulle valutazione economiche e sulle procedure seguite per l’aggiudicazione dei terreni sono state sollevate dal presidente del comitato di...

TERAMO. Forti perplessità sulle modalità di scambio, sulle valutazione economiche e sulle procedure seguite per l’aggiudicazione dei terreni sono state sollevate dal presidente del comitato di quartiere della Gammarana, Alfonso Marcozzi, intervenuto su alcune aree oggetto di scambio tra Comune e tribunale nell’area della ex Villeroy & Boch. Perplessità raccolte in una denuncia formale presentata al sindaco Maurizio Brucchi, al presidente e al giudice fallimentare del tribunale di Teramo, al segretario generale del Comune, ma anche al dirigente del catasto e ai capigruppo consiliari.

Oggetto del problema sono alcune aree messe in vendita dal tribunale e oggi oggetto di scambio, provenienti da una donazione che l’amministrazione comunale fece nel 1954 di oltre 3 ettari di terreno con il fine “esclusivo e perpetuo” della realizzazione dell’ex Spica, fabbrica di mattonelle. «Quelle aree», secondo Marcozzi, «sono diventate nel tempo proprietà dell’imprenditore Randi senza tuttavia che siano rinvenibili atti notarili che ne giustifichino la titolarità, ma quel che oggi risulta strano è che dalle planimetrie catastali risulta che le aree sono ancora in possesso del Comune che dunque si trova a riscambiare i suoi beni. Come è possibile?».

A non quadrare, secondo Marcozzi, sono anche le valutazioni fatte su quelle stesse aree: il consulente tecnico di parte del tribunale in una perizia finalizzata a una prima vendita, andata deserta, ha fissato il valore in 470 euro al metro quadro, poi rimodulata a 325 in una stima successiva. In quella perizia ci sarebbero evidenti errori nell’individuazione delle aree da mettere in vendita di palese proprietà del Comune. D’altro canto l’ente, altra anomalia denunciata da Marcozzi, ha fatto una sua perizia, da cui emerge una valore nettamente inferiore degli stessi terreni, ovvero 80 euro circa al metro quadrato. «Ora da cittadini ci chiediamo: quale delle due valutazioni è congrua? Se la perizia del Ctu è sbagliata perché è stata pagata? Se invece è sbagliata la valutazione del Comune non si profila un danno erariale?».

Interrogativi a cui Marcozzi aggiunge altre domande: «Su quale base il Comune ha deciso di scambiare i suoi beni con il tribunale senza una procedura di evidenza pubblica, dal momento che quei terreni erano ambiti anche tanti privati cittadini della Gammarana che abitano nelle aree limitrofe?».

Il comitato di quartiere investe dunque del problema le autorità interpellate nell’esposto affinchè facciano chiarezza sui motivi che hanno condotto il Comune a scambiare con il tribunale terreni di cui era già in possesso. (m.d.t.)

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