Fa staccare la corrente alla convivente

30 Marzo 2018

Non paga le bollette e l’azienda taglia: teramano condannato a tre mesi per tentata violenta privata

TERAMO. A portarlo in tribunale era stata l’allora convivente che lo aveva accusato di averla maltrattata facendole mancare sia lei sia al figlio ogni forma di assistenza. A cominciare da quelle materiali perchè non pagando più le bollette delle utenze, in particolare quelle elettrica, l’erogazione era stata bloccata per morosità. Questo, nella ricostruzione della parte lesa, per costringerla a lasciare l’appartamento. Al termine dell’istruttoria dibattimentale davanti al giudice Flavio Conciatori, il capo d’imputazione è stato riqualificato ed è passato da maltrattamenti a tentata violenza privata. Ed è con questa accusa che ieri mattina un 64enne teramano (difeso dall’avvocato Claudio Iaconi) è stato condannato a tre mesi e al pagamento di 4mila euro come risarcimento alla donna, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Tommaso Navarra. Il pm d’udienza Giuseppe Marini aveva chiesto una condanna a quattro mesi.
L’uomo era finito a processo per una imputazione coatta. Il pm titolare del fascicolo Bruno Auriemma nella richiesta di rinvio a giudizio per maltrattamenti ha scritto: «Per aver maltrattato la convivente mediante ingiurie, minacce ed anche vessazioni di ordine morale e psicologico facendo mancare alla stessa e al figlio ogni forma di assistenza. In particolare causa mancato delle bollette veniva ridotta la potenza elettrica comportava il mancato utilizzo degli elettrodomestici. Successivamente veniva interrotta l’erogazione dell’energia elettrica per morosità». Commenta l’avvocato Navarra: «Lo scioglimento fattuale del quadro familiare presenta sempre delle criticità che è necessario affrontare con equilibrio e nel rispetto reciproco».(d.p.)
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