Facebook, hacker attaccano due gruppi

19 Febbraio 2015

“Sei teramano se” e “Noi della provincia di Teramo” conquistati dall’organizzazione “Shitstorm” e pieni di parolacce

TERAMO. Assaltati e conquistati dagli hacker due gruppi Facebook che in un anno erano diventati un punto di riferimento fra gli internauti teramani. “Sei teramano se” e “Noi della provincia di Teramo” sono stati hackerati dall’organizzazione “Shitstorm 5.0”.

Tutto è iniziato nella notte fra martedì e mercoledì. «Alle 2», racconta Fiore Lobolo, creatore e amministratore di “Noi della provincia di Teramo”, «mi sono accorto che alle 23,30 avevo ricevuto delle mail di notifica di un cambio password su Facebook. Mi sono insospettito e mi sono accorto che non potevo più entrare nel gruppo. Qualcuno è entrato nel mio account, ha cambiato la password, ha cancellato da amministratore me e l’altra “collega” e ha fatto entrare altri a governare il gruppo, tutti hacker».

Stessa procedura per “Sei teramano se”. «Alle 5 mi sono alzata e sul mio smartphone», afferma la fondatrice e amministratrice Maria Pia Centuori, «ho tentato di collegarmi al gruppo. Ma era impossibile, diceva che non esisteva nessun account. Per fortuna noi amministratori abbiano una chat su whatsapp e ci siamo confrontati subito: nessuno riusciva ad accedere. Siamo stati tutti “sfrattati”». Tramite altri profili gli amministratori sono riusciti a lanciare l’allarme agli iscritti, raccontando in un post l’accaduto. E consigliando di cancellarsi a tutti gli iscritti. Sono tanti, circa 10mila: 7.500 circa di “Sei teramano se” e 2.500 di “Noi della provincia di Teramo”. Gli annunci sono stati accolti da commenti disorientati, all’inizio increduli. Ma quando nel primo pomeriggio gli hacker hanno iniziato la seconda parte del loro progetto, cioè insultare la comunità teramana, con largo uso di parolacce e bestemmie, è apparso evidente a tutti che entrambi i gruppi erano corrotti.

Parole forti scritte dai nuovi amministratori-hacker (che corrispondono ai profili di Pablo, Martina Nigrelli e Pietro Frosoni) ma anche di nuovi iscritti-hacker (ad esempio Gloria Claymore o Jade Jawel). Ognuno sul proprio profilo ha immagini con il marchio “Shitstorm 5.0”. Si tratta di organizzazioni che si propongono di sabotare gruppi che definiscono inutili e che hanno già colpito in altre città fra cui Napoli e Bari. Contro questo attacco i due amministratori ieri hanno provato a sporgere denuncia alla polizia postale, ma senza esito, riproveranno oggi. Intanto hanno segnalato il fatto a Facebook. «Mi dispiace per l’accaduto», commenta Centori, «proprio a fine gennaio avevamo festeggiato il primo compleanno con una cena. Ci scambiavamo frasi in dialetto, scherzi, era una rete di informazioni utili e di sostegno reciproco». Anche Lobolo, al dispiacere abbina la rabbia: «Che gente si diverte a sabotare un gruppo di persone tranquille, che non offende niente e nessuno? Non ci sono stati mai litigi, semmai dimostrazioni di solidarietà. Ma ricreerò un altro gruppo».

L’esperto informatico e autore del libro "Facebook, genitori alla riscossa", Giammaria de Paulis spiega che ci sono due fenomeni in atto. «Shitstorm significa “tempesta di letame”. Sono organizzazioni che prendono di mira i gruppi Facebook con utenze importanti», spiega, «una volta entrati nel gruppo, sostituendo gli amministratori, iniziano gli insulti. Il più delle volte il gruppo viene annullato e se ne ricrea uno nuovo. E loro minacciano di entrare anche nel nuovo. E’ importante fare subito una segnalazione a Facebook e abbandonare il gruppo».

E’ meglio non rimanerci perchè gli amministratori-hacker possono mettere in atto l’altro tipo di attacco presente, peraltro, in questi giorni in diversi profili di utenti teramani: il click jacking. «E’una tecnica per cui un utente su un social network pensa chi cliccare su una foto, un video o un post ma viene reindirizzato verso un software malevole che sfrutta delle vulnerabilità di un programma e infetta macchine o ruba dati», aggiunge de Paulis, « ad esempio in questi giorni giravano video con immagini porno: l'utente si vede taggato da un amico (che in realtà non sa nulla) clicca e così il malware pubblica lo stesso post sul suo profilo. Bisogna evitare di cliccare su immagini che sembrano strane, anche se sono condivise da un nostro amico o se ci hanno taggato. Altro consiglio è installare un antivirus, e aggiornarlo, sia sui computer che sui nostri cellulari». L’esperto consiglia anche di cambiare di frequente le password in questo modo: «prendere una parola da almeno 8 caratteri, ad ogni vocale si sostituisce un numero crescente e il primo carattere lo si fa in maiuscolo. Alla fine si mette un punto interrogativo o esclamativo. Si crea così una password sicura». ©RIPRODUZIONE RISERVATA