Fagnano: sarà uno dei migliori d’Abruzzo

29 Aprile 2017

Fagnano punta a far diventare la sanità teramana un riferimento in Abruzzo. L’ospedale unico, posto nelle immediate vicinanze delle grandi vie di comunicazione e della ferrovia - anzi, il manager...

Fagnano punta a far diventare la sanità teramana un riferimento in Abruzzo. L’ospedale unico, posto nelle immediate vicinanze delle grandi vie di comunicazione e della ferrovia - anzi, il manager ipotizza una fermata nell’area ospedaliera - «recupererà la mobilità passiva e attrarrà gli operatori sanitari». E non è secondario: dotarsi di alte professionalità, oltre a quelle già esistenti, è basilare. Tantopiù che Paolucci ha annunciato dal 2018 lo sblocco del turno over.
E poi le specialistiche. Il direttore della Pediatria, Mario Di Pietro, ha sottolineato come sia stato incoerente decidere per la provincia di Teramo un ospedale di primo livello e tre di base vista la prospettiva dell’ospedale unico, aggiungendo che in attesa della sua costruzione ci si può cominciare a organizzare come se i quattro ospedali fossero uno solo. Fagnano ha osservato che l’ospedale unico sarebbe quasi di secondo livello: «Mancherebbe solo la terapia intensiva neonatale. Se si fa un ospedale moderno, diventa un caterpillar e si avvia naturalmente a essere di secondo livello. L’opportunità per la provincia di Teramo è eccezionale». Un ospedale di «primo livello avanzato», l’ha definito Napoletano. Anna Marcozzi, primario della Ginecologia del Mazzini, ha chiesto quale sarà l’assetto complessivo della sanità teramana: «dobbiamo fare una rilevazione dei bisogni e procedere a una redistribuzione delle strutture razionale».Fagnano ha risposto che l’ospedale di Sant’Omero - l’unico a norma - resta come ospedale di base e in quelli di Giulianova e Atri - che come il Mazzini hanno enormi problemi strutturali - saranno fatti notevoli investimenti potenziando la diagnostica, l’assistenza a tutte le cronicità «e poi mica toglieremo le specialistiche radicate, ad esempio ad Atri l’Endocrinologia rimarrà».