Falasca si fa da parte, dimissioni respinte

Commissione urbanistica, il dissidente pronto a lasciare la presidenza. Niente chiarimenti con Brucchi
TERAMO. La priorità programmatica per le scuole s'intreccia alla questione politica ancora irrisolta. In attesa del chiarimento decisivo tra i dissidenti e il sindaco Maurizio Brucchi, che anche ieri non c'è stato e difficilmente ci sarà a breve, uno di loro, Vincenzo Falasca, ha presieduto la commissione urbanistica dedicata proprio agli interventi sugli edifici scolastici.
Il consigliere, che ricopre l'incarico in virtù dell'appartenenza al gruppo di "Futuro in" da cui ha preso le distanze insieme ad Alfredo Caccioni dopo il riallargamento della giunta a nove assessori, in apertura della seduta di ieri mattina è detto pronto a lasciare la presidenza. Falasca, pur non avendolo messo per iscritto, ha confermato la presa di distanze dalla lista civica che fa capo a Paolo Gatti e la posizione critica nei confronti della maggioranza condivisa con Caccioni e Domenico Sbraccia.
I componenti della commissione e il sindaco si sono comunque espressi per il mantenimento del ruolo da parte del consigliere, accogliendo anche la sua proposta di estendere le competenze della commissione ad affiancare l'attività dell'assessore alla ricostruzione Alfonso Dodo Di Sabatino Martina. E' stata così avallata una mossa destinata a frenare i malumori che hanno accompagnato l'attribuzione della delega al rappresentante di "Teramo sopratutto". Per il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto si tratta della conferma che Di Sabatino Martina, rientrato in giunta a fine marzo, «di fatto è già stato delegittimato da una parte della maggioranza». L'incertezza determinata dalla crisi irrisolta, secondo lui, ha un peso enorme anche sulla pianificazione degli interventi scolastici. «Come ci si può esprimere su una questione così importante», fa notare, «con un'amministrazione dilaniata dai conflitti interni ai gruppi che la sostengono?». Lo scontro perenne tra le forze della residua maggioranza si ripercuotono sulle scelte strategiche per la città. «Gli indici di vulnerabilità delle scuole che dovevano essere pronti per Pasqua», osserva D'Alberto, «sono ancora ignoti e anche le proposte arrivate in commissione fotografano la totale incapacità programmatoria della giunta». Il capogruppo fa notare l'improvviso cambio di rotta di "Futuro in" che «dopo aver avallato il progetto del polo scolastico alla D'Alessandro ora solleva dubbi sulla viabilità» e l'assenza di dati certi per la valutazione del progetto di recupero della San Giuseppe. (g.d.m.)
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