Fallimenti in calo, 100 a fine anno

Rispetto al 2016 si sono dimezzati perché gli enti pubblici non fanno più istanze
TERAMO. Anche la provincia teramana conferma il trend nazionale del calo dei fallimenti che si sono quasi dimezzati. Rispetto ai duecento dell’anno scorso, fino ad oggi ne sono stati registrati oltre 50 e le previsioni per tutto il 2017 arrivano a 100. Risultato di una congiuntura economica sicuramente più favorevole rispetto agli anni scorsi, ma anche di un cambiato di azione del tribunale verso gli enti pubblici creditori, soprattutto Agenzia dell’entrate e Inps, visto che il grosso dei fallimenti è determinato proprio dal mancato pagamento di imposte e contributi. «La giurisprudenza del tribunale è cambiata», spiega il giudice delegato ai fallimenti Giovanni Cirillo, «perchè non è più il tribunale ad agire d’ufficio su questi enti nel chiedere istanze di fallimento». Un orientamento esistente a livello nazionale anche in vista della riforma del diritto fallimentare in discussione in queste settimane. L’obiettivo è di arrivare a un restyling complessivo della legge fallimentare, approvando un vero e proprio testo unico dell’insolvenza. Nel passaggio alla Camera, nel febbraio scorso, è stato sciolto proprio uno dei nodi più delicati ammettendo che i creditori qualificati, Fisco e Inps, effettuino la segnalazione dei casi di mancato pagamento di imposte e contributi. Segnalazione però che andrà indirizzata non più all’autorità giudiziaria, ma all’organismo di composizione della crisi, istituito nell’ambito della disciplina del sovraindebitamento.(d.p.)
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