Fallimenti, l’inchiesta si allarga: sotto esame altre 5 procedure

Si tratta di ulteriori procedimenti concorsuali redatti dal commercialista arrestato insieme al figlio Negli accertamenti entrano anche numerose testimonianze di persone informate sui fatti
TERAMO. Per il momento sono cinque, ma è un numero destinato a crescere. Sono le altre procedure concorsuali iscritte al tribunale di Teramo su cui la Procura ha acceso i riflettori nell’ambito della maxi inchiesta sui fallimenti che ha portato all’arresto del 69enne commercialista rosetano Massimo Dell’Orletta e del 38enne figlio Daniele. I nuovi voluminosi faldoni sulle procedure in questi giorni sono all’esame degli uomini del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza che, su delega dell’autorità giudiziaria, li stanno esaminando per accertare eventuali irregolarità. Irregolarità che, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero già emerse in una sorta di modus operandi a ripetizione. Ovvero, sostiene l’accusa rappresentata dai pm Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra, presunti illeciti nei piani di riparto.
L’inchiesta per ora ha già ricostruito alcune operazioni finanziarie attuate dal commercialista proprio nella sua veste di curatore fallimentare o commissario giudiziale nell'ambito di procedure fallimentari. In particolare, sempre secondo l’accusa di inquirenti e investigatori tutta da dimostrare, sarebbe emerso che il professionista rosetano, avvalendosi di società costituite ad hoc in Italia e all'estero, riconducibili a lui e al figlio, avrebbe acquistato, proprio nell'ambito delle procedure fallimentari, crediti deteriorati e successivamente, in virtù della propria posizione di curatore, avrebbe provveduto, mediante una nuova ripartizione dell'attivo fallimentare, ad assegnare agli stessi crediti un maggiore valore economico incassando così, tramite queste società, consistenti somme di denaro in un giro d’affari che sarebbe stato quantificato in un milione e mezzo di euro.I crediti deteriorati o prestiti non performanti (in inglese non performing loans, Npl) sono crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto. Si tratta in pratica di crediti delle banche (debiti per gli altri soggetti) per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza sia per l'ammontare dell'esposizione di capitale.
I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati o crediti inesigibili e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono le sofferenze. Queste posizioni in perdita devono essere integralmente coperte dalle aziende di credito. Esse possono essere risolte direttamente o le posizioni possono essere cedute a prezzi di saldo, solitamente lotti numerosi a fronte di denaro liquido, a società che studiano la composizione del portafoglio e valutano le probabilità di riscossione dei crediti deteriorati sulla base delle informazioni commerciali dei soggetti debitori. Nell’inchiesta ci sono 4 indagati tra cui anche un avvocato che nei giorni scorsi è stato interrogato su sua richiesta. Intanto, dopo il no alla richiesta di scarcerazione di padre e figlio (quest’ultimo che vive e lavora a Londra è rientrato in Italia per costituirsi), la battaglia si sposta al tribunale del Riesame a cui entrambi (il primo difeso dall’avvocato Fabrizio Acronzio, il secondo dall’avvocato Gaetano Biocca) hanno fatto ricorso. Ad entrambi viene contestato il reato di interesse privato nel fallimento e un episodio di peculato.
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