Fallimenti, vanno a processo Massimo Dell’Orletta e il figlio

8 Giugno 2023

Il commercialista e il congiunto imputati di peculato e interesse privato negli atti di una procedura La Procura contesta anche l’ipotesi di autoriciclaggio, il dibattimento si aprirà il 10 novembre

TERAMO. Dovrà essere un processo ad accertare la verità giudiziaria. Così ha stabilito il gup Roberto Veneziano che ieri mattina ha rinviato a giudizio il commercialista 65enne Massimo Dell’Orletta e il figlio 38enne Daniele con le ipotesi di reato di peculato, autoriciclaggio e interesse privato negli atti di un fallimento. Accuse, quelle contestate dalla Procura, che dovranno essere provate nel corso del dibattimento la cui prima udienza è stata fissata per il 10 novembre. I due professionisti sono difesi dagli avvocati Fabrizio Acronzio, Gaetano Biocca e Marco Pierdonati che non hanno rilasciato dichiarazioni sull’esito dell’udienza preliminare.
La maxi inchiesta sulle procedure concorsuali al tribunale di Teramo firmata dai pm Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra nei mesi scorsi ha visto susseguirsi una raffica di perquisizioni, sequestri e numerose acquisizioni di testimonianze di persone informate sui fatti. In questo fascicolo originariamente c’erano anche altri due indagati, tra cui un avvocato, le cui posizioni sono state archiviate. Al centro dell’inchiesta sono finite operazioni attuate dal commercialista nella sua veste di curatore fallimentare o commissario giudiziale nell'ambito di procedure fallimentari.
In particolare, sempre secondo l’accusa della Procura, sarebbe emerso che il professionista, avvalendosi di società costituite ad hoc in Italia e all'estero, riconducibili a lui e al figlio, avrebbe acquistato, proprio nell'ambito delle procedure fallimentari, crediti deteriorati e poi, in virtù della propria posizione di curatore, avrebbe provveduto, mediante una nuova ripartizione dell'attivo fallimentare, ad assegnare agli stessi crediti un maggiore valore economico incassando così, tramite queste società, consistenti somme di denaro. I crediti deteriorati o prestiti non performanti sono crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto. Si tratta in pratica di crediti delle banche (debiti per gli altri soggetti) per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza sia per l'ammontare dell'esposizione di capitale. Nei mesi scorsi il tribunale del Riesame di Teramo ha ridotto l’entità del sequestro preventivo a carico dei Dell’Orletta da due milioni a 526mila euro. Prima ancora si era espresso il tribunale del Riesame dell’Aquila sulle misure personali confermando all’epoca gli arresti domiciliari per il padre (successivamente rimesso in libertà) e revocando la misura degli arresti domiciliari per il figlio.
Ma la maxi inchiesta sui fallimenti potrebbe aprire un vaso di Pandora. Con una certezza di fondo a guidare gli ulteriori accertamenti della Procura: presunte irregolarità sarebbero emerse in altre procedure concorsuali per cui presto potrebbero esserci indagati per altri fatti. Gli inquirenti, infatti, hanno acceso i riflettori su altre pratiche con l’acquisizione di svariato materiale. Documentazione esaminata dagli uomini del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza che, proprio su delega dell’autorità giudiziaria, hanno verificato eventuali irregolarità che, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero già emerse in una sorta di modus operandi a ripetizione. Ovvero, sostiene l’accusa della Procura, presunti illeciti nei piani di riparto di altre procedure sotto esame. Indagini, queste, che hanno preso forma e sostanza in quelli che, per dirla in giuridichese, sono diventati stralci dell’inchiesta madre.
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