Fallisce l’assemblea dei sindaci sull’acqua

Convocata da D’Alberto, ha visto la presenza di soli 13 Comuni: assenti tutti quelli di centrodestra
TERAMO. Non c’è tregua nella guerra tra Comune di Teramo e Ruzzo. L’ennesimo capitolo dello scontro, che prosegue anche a distanza, è stato scritto ieri mattina quando avrebbe dovuto riunirsi l’assemblea dei sindaci teramani in seno all’Ersi, l’ente regionale di controllo sui servizi idrici. La convocazione, voluta dal sindaco Gianguido D’Alberto, da tempo in rotta di collisione con i vertici dell’azienda acquedottistica teramana, aveva due finalità: l’elezione di un rappresentante in seno all’organismo e l’esame delle criticità che quest’ultimo ha rilevato nella gestione del Ruzzo. Non se n’è fatto nulla perché l’assemblea non ha raggiunto il numero legale. All’incontro si sono presentati tredici primi cittadini (oltre a Teramo erano presenti Roseto, Pineto, Alba Adriatica, Mosciano, Montorio, Bellante, Controguerra, Castiglione, Torano, Castelli, Crognaleto e Fano Adriano) ma per rendere valida la seduta ne sarebbero serviti 24: la metà più uno dei componenti. L’assemblea nella sala polifunzionale della Provincia è stata trasformata così in un incontro informale, privo però dell’efficacia che D’Alberto intendeva dargli.
Le assenze hanno suonato come un’ulteriore presa di distanza della maggioranza dei sindaci dalle posizioni critiche di cui si è fatto interprete il primo cittadino teramano, che avrebbe incassato così un’altra sconfitta rispetto ai vertici dell’azienda acquedottistica. D’Alberto, però, insiste nel non volerne fare una questione personale o di correnti. «Più che i sindaci presenti devono essere arrabbiati i cittadini per l’esito dell’assemblea», tiene a precisare, «che era stata convocata per ascoltare l’ente di controllo». Il tema è lo stesso rispetto a quello che finora ha alimentato i contrasti con la dirigenza del Ruzzo. «Ci sono tante criticità da esaminare in ottica istituzionale», spiega il primo cittadino teramano, «la scelta di non partecipare è legittima, ma spero ci possa essere un ripensamento per la prossima seduta». L’assemblea, che in seconda convocazione è prevista il 20 luglio, dovrebbe analizzare e discutere, in particolare, atti dell’Ersi che evidenziano problematiche relative ai costi di gestione della società acquedottistica. «Documenti che l’ente ha inviato al Ruzzo con l’indicazione di trasmetterli ai sindaci», fa sapere D’Alberto, «ma che a noi non sono mai arrivati». Tra gli aspetti da mettere in chiaro c’è anche quello dell’avanzo di bilancio che, a detta del primo cittadino teramano, sarebbe stato ottenuto con un artificio contabile possibile, norme alla mano, ma che non fotografa l’effettiva situazione negativa dei conti dell’azienda. «Tante società pubbliche sono al collasso», evidenzia D’Alberto, «non possiamo consentire che, in presenza di sintomi chiari, la gestione del Ruzzo possa proseguire con questo rischio». La conclusione ribadisce un principio sempre evocato dal sindaco: «Io e gli altri colleghi presenti all’assemblea abbiamo a cuore le sorti dell’azienda e delle ricadute sui cittadini».
Gennaro Della Monica
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