False assunzioni di colf e badanti: tre condanne

Un ragioniere e due imprenditori riconosciuti colpevoli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
TERAMO. E’ andato oltre le richieste del pubblico ministero Stefano Giovagnoni il giudice monocratico Roberto Veneziano che ha condannato tre persone al termine del processo su un giro di false colf e badanti in Val Vibrata. Riconoscendoli colpevoli del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina il giudice ha condannato il ragioniere commercialista Francesco Aquilani a 3 anni e 6 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di dodicimila euro; l’imprenditore Alberto Chiodi a un anno e 6 mesi di reclusione e seimila euro di multa; un altro imprenditore Pasquale Picchi Panella a 8 mesi di reclusione.
Per Aquilani, difeso dall’avvocato Giandonato Morra, il pm aveva chiesto una condanna a 3 anni di reclusione e novemila euro di multa; per Chiodi, difeso dal’avvocato Odette Frattarelli, la richiesta era stata di 9 mesi di reclusione, mentre per Picchi Panella, difeso dall’avvocato Barbara Castiglione, il pm aveva chiesto l’assoluzione. Assolti, come chiesto dal pubblico ministero, gli altri nove imputati.
Stando a quanto ricostruito dalla procura, e ritenuto credibile dal giudice, nel 2009 una quarantina di stranieri di nazionalità cinese, egiziana, bengalese, tunisina e marocchina erano entrati irregolarmente in Italia per essere assunti come colf e badanti. Secondo le accuse, il ragioniere, esperto nella materia, preparava i documenti e gli imprenditori mettevano a disposizione le loro imprese per fare false assunzioni a decine di immigrati che rischiavano di scivolare nella clandestinità. Grazie a quei documenti gli stranieri potevano chiedere il rilascio del permesso di soggiorni, ma le assunzioni erano fittizie anche perché nel corso delle indagini si era scoperto che una delle imprese che faceva le false assunzioni era in realtà fallita da diverso tempo. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni: gli avvocati della difesa hanno già preannunciato che presenteranno appello contro la condanna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

