False cittadinanze, prosciolti vigile e impiegata

Cadono le accuse a due dipendenti del Comune di Pineto e Roseto: per loro inchiesta archiviata
PINETO. Erano stati coinvolti nella maxi inchiesta sulle cittadinanze facili rilasciate dal numerosi Comuni teramani a numerosi stranieri, in particolare brasiliani, ma le accuse nei loro confronti sono cadute. Per un vigile urbano di Pineto e un’impiegata dell’anagrafe del Comune di Roseto (ma residente a Pineto) è arrivato il proscioglimento dopo che il giudice per le indagini preliminari Roberto Veneziano, su richiesta dello stesso pubblico ministero Stefano Giovagnoni, ha disposto, qualche tempo fa, l’archiviazione. La loro posizione, insieme a quella di altre quattro persone (tre stranieri e un italiano) era stata stralciata dall’inchiesta principale che vede sotto accusa 23 persone tra funzionari dello stato civili e vigili urbani di alcuni Comuni della provincia di Teramo, titolari di agenzie di pratiche amministrative e cittadini stranieri. L'inchiesta aperta dalla Procura teramana riguarda la presunta concessione di residenze fittizie per l'ottenimento della cittadinanza tramite naturalizzazione da parte di cittadini brasiliani che vantano avi italiani. Sono oltre 600 le cittadinanze “facili” finite nel mirino della magistratura, rilasciate tra il 2015 e il 2017. Per le 23 persone rimaste sotto inchiesta era sta fissata l’udienza preliminare per il 13 aprile scorso, ma è stata rinviata. Dopo il proscioglimento dalle accuse con il decreto di archiviazione del giudice, il vigile urbano di Pineto ha chiesto al Comune la cancellazione del procedimento disciplinare aperto dall’amministrazione nei suoi confronti quando venne indagato dalla procura. Con un lettera protocollata l’altro ieri al Comune, il vigile urbano chiede inoltre che sia l’amministrazione civica a farsi carico delle spese legali che ha dovuto sostenere per difendersi dalle accuse che gli erano state contestate. (red.te.)
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