False rottamazioni di moto in 19 rinviati a giudizio

La procura: mezzi demoliti per finta per usare gli incentivi. Chiesto il processo per due concessionari, un autodemolitore e 16 clienti
TERAMO. Finte rottamazioni di ciclomotori: in 19 vanno a processo con l’accusa di concorso in truffa ai danni dello Stato e falso. E’ con il rinvio a giudizio per due titolari di una concessionaria di moto, il titolare di un’autodemolizione e 16 clienti che il gup Domenico Canosa definisce processualmente l’inchiesta del pm Laura Colica. Le accuse mosse dalla procura al termine di una lunga e sfaccettata indagine ora dovranno essere provate nel corso del processo la cui prima udienza si svolgerà il 17 giugno davanti al giudice monocratico.
A processo andranno i titolari di una concessionaria non più in attività, – Gianluca Palma, 36 anni, e Fabrizio Corona, 41 anni, entrambi di Teramo – e Mauro Menchini, anch’egli teramano, titolare di una ditta di autodemolizione. Secondo le accuse gli imputati avrebbero fornito false certificazioni di demolizione di moto per consentire agli acquirenti di ottenere gli incentivi, in sostanza uno sconto sul prezzo del mezzo pagato dallo Stato. Tutti, anche coloro che hanno acquistato le moto, devono rispondere di falso e truffa ai danni dello Stato. In alcuni casi, sempre secondo le accuse mosse dalla procura, sarebbero stati rottamati de pezzi di moto facendo risultare che si trattava di motocicli interi. In altri casi sarebbero state fatte certificazioni di rottamazioni inesistenti. Ma, per l’accusa, i motocicli non erano da rottamare e, in molte occasioni, non c’erano proprio.
I fatti contestati si riferiscono ad un periodo compreso tra il 2009 e il 2010 e riguarderebbero decine di mezzi rottamati e per cui sarebbero stati stanziati degli eco-incentivi.Le istanze di rottamazione sono state presentate agli uffici della Motorizzazione teramana che in questa vicenda è parte lesa perchè, secondo l’accusa, indotta in errore dalle false documentazioni prodotte al momento di chiedere la demolizione.Gli eco-incentivi a cui si fa riferimento sono quelli previsti dal decreto legge 248 del 2007 che prevedeva agevolazioni per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale e la demolizione dei mezzi più inquinanti. L’obiettivo del legislatore era stato quello di dare il via ad una campagna di rottamazione per le due ruote, stanziando fondi finalizzati alla sostituzione di ciclomotori di vecchia generazione con nuovi mezzi meno inquinanti. Delle agevolazioni, dunque, previste per l’acquisto di veicoli ecologici e la demolizione di quelli più inquinanti nell’ambito di una più ampia campagna finalizzata ad incentivare l’acquisto di mezzi a più ridotta emissione di Co2. Ma, sostiene la procura, con questo meccanismo sarebbe stata messa a segno una truffa ai danni dello Stato(d.p.)
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