False vendite, raggira un disabile Condannato a 5 anni e tre mesi

Secondo l’accusa l’uomo avrebbe indotto la vittima ad attivare una Poste pay per frodi online La Procura gli ha contestato la circonvenzione di incapace e la sostituzione di persona
TERAMO. È una condanna a cinque anni e tre mesi a chiudere in primo grado il processo a carico di un teramano imputato di circonvenzione di incapace dopo raggiri per false vendite. Secondo l’accusa l’uomo, approfittando proprio delle condizioni di disabilità mentale di un conoscente, l’avrebbe indotto ad attivare una Poste pay che lui avrebbe poi usato per fare truffe online in tutta Italia.
La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Lorenzo Prudenzano nei confronti del 52enne teramano Giuseppe De Federicis difeso dall’avvocato Franco Patella che annuncia, una volta conosciute le motivazioni, ricorso in Appello.
Il 52enne è stato assolto dall’accusa di truffa per difetto di querela e condannato per i reati di circonvenzione d’incapace e sostituzione di persona.
Secondo la Pubblica accusa (che a fine istruttoria ha chiesto una condanna a tre anni) approfittando dello stato di «insufficienza mentale» di un suo conoscente l’avrebbe indotto ad attivare una Poste pay per poi utilizzarla per delle truffe. In diversi occasioni, così è stato ricostruito nel corso dell’istruttoria anche attraverso alcune testimonianze raccolte in aula, l’uomo avrebbe inserito offerte di vendita di telefoni e tablet su un sito internet, attribuendosi l’identità del conoscente e facendosi versare i soldi sulla Poste pay intestata a quest’ultimo ma senza mai inviare la merce richiesta e pagata. Truffe, che secondo l’accusa, sarebbero state messe a segno in tutta Italia. La persona che ha attivato la Poste pay, secondo l’accusa indotta dal 52enne, è stata sottoposta a una perizia psichiatrica disposta dal tribunale che ne ha accertato la totale incapacità di intendere e di volere.
Quindi, ha ricostruito l’accusa, completamente all’oscuro di tutto.
Le indagini sono scattate quando in Procura sono iniziate ad arrivare le prime denunce da ogni angolo d’Italia di persone che segnalavano di aver pagato della merce acquistata online versando soldi su una carta Poste pay ma di non aver ricevuto mai niente. Sono scattate le indagini ed è stato ricostruito che quella Poste Pay risultava intestata a un uomo con una particolare disabilità. I successivi accertamenti investigativi delegati dall’autorità giudiziaria hanno poi portato stabilire come quella carta fosse utilizzata dal 52enne che la usava per le operazioni online. Ma per la truffa si procede e querela di parte e nel corso dell’istruttoria, su questo aspetto, è stato verificato un difetto di querela che solo per questo reato ha portato all’assoluzione.
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